CALCIO/DOPO GLI INFORTUNI
GIUDICI ASSO NELLA MANICA
PER IL RISCATTO DEL LECCO

LECCO – È tornata a brillare la stella del 29enne Luca Giudici, esterno destro in forza alla Calcio Lecco. Che sia lui uno dei nuovi condottieri della riscossa bluceleste?

Teatro del rilancio sportivo lo stadio Ferruccio di Seregno; il ragazzo di Imberido prima ha sbloccato il risultato del derby, grazie a un magistrale tiro piazzato seguito dalla dedica al padre scomparso da ormai due anni, con entrambi gli indici rivolti verso l’alto e gli occhi umidi a guardare il cielo, quindi ha messo lo zampino in altre due segnature. Insomma, ha determinato in maniera decisiva l’1- 4 con cui le aquile manzoniane hanno violato il terreno brianzolo.

Reduce da due vittorie esterne di fila rispettivamente a Piacenza e come ricordato a Seregno, l’undici ora guidato da mister De Paola sabato alle 14 tornerà al Rigamonti Ceppi, ospitando la Pro Sesto; un occasione davvero ghiotta, sarebbe un delitto non saperne approfittare.
“È vero – racconta Giudici -, dopo due trasferte in cui abbiamo fatto il pieno ora siamo attesi a due gare casalinghe. Dopo la Pro Sesto a Lecco arriverà la Pro Vercelli, 180 minuti che rivestono un importanza vitale. Sei punti? Mah, tutti noi lo speriamo, in ogni caso almeno quattro devono arrivare. Riuscirci significherebbe risollevare la baracca, dopo dei momenti davvero bui”.

Luca, dopo un periodo negativo dovuto a molteplici fattori, sembra che tu stia tornando l’imprendibile furetto del tuo primo anno a Monza…
“Beh la strada pare essere quella, anche se negli ultimi tempi le cose non andavano al meglio. Tuttavia ora fisicamente, lo affermo facendo i debiti scongiuri, sto bene e sono a completa disposizione del mister”.

Problemi che iniziarono nel derby contro il Renate esatto?
“Sì, a fine ottobre mi procurai una lesione al polpaccio e stetti fermo 40 giorni. Fortunatamente ora gli acciacchi sono alle spalle e guardo con fiducia al futuro”.

Nella scorsa stagione D’Agostino per così dire ti accantonò, da lì ecco il trasferimento a Carrara; una mossa che accettasti con quale stato d’animo?
“Onestamente io avrei voluto restare, ma mi resi conto che lo spazio era sempre più risicato e accettai la proposta. Però non posso biasimarli; non ero continuo, insomma, non offrivo un’alternativa valida. Fu giusto così”.

A Carrara, purtroppo la dea bendata continuò a voltarti la faccia…
“Anche lì ebbi qualche acciacco, poi arrivò anche lo stop per la pandemia. Insomma una stagione brutta per il mondo del calcio e non solo, speriamo in bene”.

Conoscesti un personaggio del livello di Totò Di Natale
“Lui era alla prima esperienza da allenatore, sul tecnico non posso esprimermi visto che lavorammo insieme tre settimane, ma come persona mi è sembrato un tipo sociale, alla mano, sempre prodigo di consigli. Certo è stato un onore stare a contatto con un campione di tale portata”.

A proposito di mister da Zironelli a De Paola, cosa è cambiato?
“Personalmente ritengo che Zironelli sia un tecnico preparato, che sa fare bene il suo mestiere, logico quando le cose vanno male da sempre è l’allenatore che paga. Serviva una svolta, un cambio di rotta”.

E De Paola?
“Persona schietta, caratterialmente forte, ha da subito dato una scossa all’ambiente. Che dire, i risultati stanno arrivando, mi auguro si possa risalire la china”.

Ora l’obiettivo playoff sembra francamente alla vostra portata…
“Dovrebbe essere così, tuttavia preferisco vivere alla giornata senza porci traguardi, ripeto, serve una bella striscia positiva e poi ne riparleremo”.

Di sicuro il tuo rientro in squadra meglio non poteva essere: due gare e sei punti in tabella…
“Ritengo che ora la squadra abbia ritrovato il giusto atteggiamento, per quanto mi riguarda sono felice di come sta andando, anche se devo dimostrare ancora tutto”.

Ultima considerazione; tempo fa nella tua prima stagione a Monza accarezzavi la serie B, una categoria a cui credi di poter in futuro ambire?
“Quando vestivo la casacca biancorossa sì,  segnai 11 gol… insomma le credenziali non mancavano. Adesso onestamente no, intanto serve la giusta continuità di rendimento, tornare a segnare 5/6 gol a stagione. La strada è molto lunga e difficile, il mio domani si chiama Pro Sesto, il resto lo vedremo”.

Alessandro Montanelli

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