CALCIO/”TURA 2.0″: TURATI
IN EUROPA CON LA FIORENTINA

FIRENZE – Il Tura due punto zero: dopo l’ottima salvezza acquisita allo Spezia, lo scorso anno Marco Turati allenatore in seconda di Vincenzo Italiano alla Fiorentina conquista l’Europa e la Conference League – quella vinta recentemente dalla Roma -, proprio all’ultimo respiro e per di più superando l’avversaria di sempre (2-0), la Juventus di Massimiliano Allegri.

Dopo le due sconfitte in Coppa Italia e quella a Torino in campionato, la viola dunque coglie nel segno riportando la Toscana in Europa a distanza di sette anni.

Tra gli autori dell’impresa come detto il 40enne tecnico oggionese; lui inquadra così la situazione: “Raggiungere da subito un obiettivo che mancava da così tanto tempo, per noi è un orgoglio – indubbiamente la piazza di Firenze merita questa gande gioia e siamo contenti di avergliela regalata”.

Marco, ormai è certo: siete pronti per il bis a Firenze…
“Anche se manca ancora l’ufficialità non penso esistano problemi in merito credo sia solo questione di tempo”.

Tutto ok allora, ma facendo le pulci alla stagione cosa potrebbe balzare all’occhio?
“Beh, la mancata qualificazione all’Europa League, fallita per la miseria di un punto alle spalle della Roma – magari un dettaglio anche se abbiamo lasciato dietro una realtà come l’Atalanta. Tuttavia, con un pizzico d’attenzione in più avremmo potuto fare meglio”.

I tifosi sono rimasti comunque felici del traguardo ottenuto, oppure qualcuno ha storto il naso?
“Sai benissimo che i tifosi vorrebbero sempre di più, anche se credo si rendano conto – essendo noi staff tecnico all’esordio in un team così prestigioso – che non potevamo fare molto di più”.

Accontentata dunque la tifoseria, ora serve dare continuità al progetto rendendolo ancor più sfizioso…
“Normale sia così, anche se alzare l’asticella non sarà per ovvi motivi facile. L’obiettivo del presidente Commisso è, se possibile, migliorare in campionato e non fare da comparsa in Europa. Vedremo”.

Vlahovic è stato fischiato nell’ultima di campionato a Firenze, storia che si ripete se pensiamo a Chiesa, Bernardeschi e ovviamente Baggio qualche anno fa. Tutti ex viola emigrati in bianconero.
“Io parlo della situazione odierna, dicendo che mi è dispiaciuto: Dusan è un ragazzo per bene – ha solo sfruttato una chance difficile da rifiutare. Certo, magari con lui sino alla fine qualche punticino supplementare l’avremmo anche fatto, comunque ripeto: non poteva dire di no a un’occasione così importante”.

Marco, scudetto al Milan: è giusto così?
“Ritengo che i rossoneri abbiamo assolutamente meritato il titolo, certo l’Inter singolarmente aveva in rosa gente migliore, ma ciò non fa che aumentare i meriti dei vincitori”.

Adesso tutti osannano mister Pioli…
“Se lo merita nella maniera più assoluta, una grande persona a livello umano oltre che professionale. Ha preso in mano il gruppo dalle macerie e in due anni lo ha portato sul tetto d’Italia. Complimenti a lui”.

Bene anche la “tua” Hellas Verona. E il Lecco?
“Sia io che Vincenzo saremo sempre legati alla società scaligera, per ovvi motivi, ora però lavoriamo per la Fiorentina e diamo tutto per essa. Il Lecco, più che mai quest’anno ne ho seguito le vicende – una squadra brava a garantirsi i play off, spiace sia uscita dopo un solo turno”.

E qui si palesano i tuoi trascorsi in bluceleste.
“Come sapete, oltre alle giovanili ho disputato un anno a Lecco arrivando secondo in serie D con De Paola allenatore. Di conseguenza, essendo amici ci sentivamo dopo ogni gara e mi teneva aggiornato; mi auguro che l’anno venturo il Lecco possa regalare altre soddisfazioni a una piazza che merita sicuramente di più. In bocca al lupo a tutti”.

Pioli è stato coach della Fiorentina quando vene tragicamente a mancare Davide Astori, un ragazzo ancora ricordato dal popolo viola e non solo.
“Una vera disgrazia, che colpì un grande calciatore e un ragazzo serio, per bene, dai modi educati – alla fine se sei vero entri nel cuore della gente, credo che lo ricorderanno ancora a lungo. Un’esperienza che ha toccato dentro Pioli e lo ha reso ancora più sensibile e umano di quanto già non fosse”.

Quando Marco Turati ringrazierà Italiano e inizierà a volare da solo, partendo logicamente da categorie inferiori?
“Non lo so, francamente ora sto bene e non avrebbe senso cambiare tanto per farlo. Anzi, ringrazio ancora Italiano per avermi a suo tempo voluto con sé. In futuro ritengo sia una cosa da non scartare, ma invito a pensare al quotidiano – il resto le vedremo a suo tempo”.

Alessandro Montanelli

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