CANILE,SI CHIUDE/LE ASSOCIAZIONI: “HANNO FATTO DI TUTTO
PER NON TROVARE SOLUZIONE”

Gentile direttore,
molto amareggiati dalle ultime vicende  verremo ancora una volta esporre le nostre riflessioni attraverso le vostre pagine.
 
La questione è ormai tristemente nota:
Il canile di lecco avrebbe dovuto chiudere al 30 giugno perchè non a norma.
 
Protesta canilePer evitare la chiusura  le associazioni – a seguito di una petizione che ha raccolto piu’ di 5000 firme – avevano ottenuto dal comune l’incarico di presentare un progetto di ristrutturazione in economia dell’attuale struttura, nell’ottica di allinearsi alla normativa e insieme trovare nel breve periodo un’area dove costruire un nuovo parco canile (con fondi regionali).
 
Progetto preparato a tempo di record con l’ausilio di professionisti ed imprese del settore.
 
Una volta presentato il progetto, però, ecco l’ostacolo che nessuno aveva mai paventato:  ristrutturazione da effettuare tassativamente entro il 30 giugno; nulla si sarebbe potuto fare oltre quella data. Impossibile qualunque proroga, nemmeno se valida e motivata,  “pena denuncia contro il sindaco alla procura della repubblica”.  Parole del Direttore Dipartimento di Prevenzione Veterinario  ASL, confermate nella  comunicazione ufficiale al comune in data 28 febbraio 2014.
 
Le associazioni chiedevano invece una proroga fino a settembre per terminare i lavori.
 
Nulla da fare: niente proroga = niente ristrutturazione = chiusura.
 
Ad oggi, 13 luglio, invece la situazione è questa:  tutti i cani in carico al comune di lecco sono ancora nelle struttura.
 
ASL e comune, anche in questo caso, fanno fronte unico: la proroga stavolta SI PUO’ FARE: ancora un mese di apertura per spostare i cani
 
Come portavoce di 5000 cittadini siamo a chiedere per l’ennesima volta:
–                    perchè quando si trattava di salvare il canile con ristrutturazioni che necessitavano di proroga fino a settembre, NESSUNO  ha potuto/voluto concederla?
 
–                    Perchè la ASL ha invece tranquillamente prorogato a ripetizione negli anni addietro, quando non esisteva alcun progetto di sistemazione?
 
–                    Perchè la ASL che aveva  l’obbligo legale di denunciare il sindaco dopo il 30 giugno, non l’ha fatto?
 
–                    Perchè il canile sanitario  (che risulta ” a norma” dalle autocertificazioni   ASL) è comunque funzionante all’interno di  una struttura definita pericolante?
 
–                    Perchè il sindaco, che NON HA  accettato la responsabilita’ di tenere aperto il canile rifugio sito in area comunale, HA invece accettato la responsabilita’ di tenere aperto il canile sanitario, sito sulla stessa area? 
 
–                    Che tipo di dialogo c’è stato tra ASL e Comune per arrivare alla chiusura di un servizio che invece è  presente, attivo e  implementato  in tutte le province circostanti?  Perchè a Lecco  nessuno ha trovato una soluzione di transizione, come invece è stato fatto in passato in tutti i canili limitrofi? 
 
Vuol dire che le amministrazioni del circondario sono state piu’ efficienti? Probabile.
 
Siccome siamo ormai convinti che sia stato fatto di tutto PER NON TROVARE SOLUZIONE alla chiusura del canile, chiediamo gentile risposta alle nostre domande.
 
Invitiamo anche i cittadini ad andare a visitare le condizioni del canile sanitario, visibile dall’ esterno negli orari di apertura del canile rifugio ( 16,00 -18,30) per giudicare da soli se la struttura che puo’ continuare a funzionare sia piu’ meritevole del canile rifugio in chiusura.

ENPA,   Zampa Amica  e i volontari del Canile Rifugio di Lecco
Pubblicato in: Lettere a LeccoNews, Città, Hinterland Tags: 

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