CARTA VETRATA/LA COERENZA
DI CAGNOLINI E GIOCO D’AZZARDO:
O TUTTI NUDI, O NUDO NESSUNO

Farà più danni la vendita illegale di qualche cane di pezza che scodinzola o la promozione del gioco d’azzardo legale? Sabato pomeriggio sotto una pioggia che simbolicamente ha avuto lo scopo di lavar via i dubbi, se ne è avuta l’ennesima risposta.

Per le vie del centro due, tre, quattro volanti della polizia locale supportate da quelle mandate dal questore bloccavano le uscite dei parcheggi e sequestravano la merce a degli infreddoliti venditori senza licenza.

Ci voleva il pugno duro.

Dvd, cagnolini di pezza, accendini. cover teefoniche e qualche rosa di raso liso passavano di mano. Pugno duro verso chi ha una vita che è ormai un azzardo. Benevolenza per chi l’azzardo è la sua missione di vita.

Chi mira a chiedere gli spiccioli nelle tasche dei lecchesi, deve pagare caro.

Chi mira gli importi da conti in banca dei lecchesi invece lo si ringrazia in pompa magna.

In strada, fuori il Palazzo delle Paure una retata. Dentro, nello stesso Palazzo, nello stesso istante, una reiterata ipocrisia amministrativa chiedeva gli applausi per gli sponsor della Mostra di Picasso.

Il sindaco Virginio Brivio nel caldo della sala con uno sguardo alla strada attraverso i finestroni chiedeva un applauso al Gioco d’azzardo. Al Casino di Campione.

Questa Amministrazione, da bastone e carota a vanvera, ha questo di brutto, ma veramente brutto: denuda gli altri ma tiene ben nascosta se stessa dentro le mutande del “legale”, del “potere”.

I poveri cristi da monetine li manda a bastonare, quelli in doppio petto da carta moneta li accoglie e chiede applausi. Non è mica giusto, non è neanche sportivo. O tutti nudi, o nudo nessuno.

A parole e comunicati stampa dichiara guerra alle slot machine, dall’altro non si pone nessuno scrupolo nell’accettare che un casinò – sede del gioco d’azzardo per antonomasia – finanzi un evento dallo stesso Comune organizzato.

Evidentemente conta sulla città, spera che continui ad essere attenta alla cronaca dei cagnolini di pezza che scodinzolano e non alla coerenza, ai fatti concreti.

Ciò che gli amici ed i parenti possono fare, se gli vogliono bene a Brivio, è quindi quello di opporre alle sue stravaganze un’affettuosa severità, richiamandolo così alla durezza delle cose.

Se non si ha l’animo di farlo di persona, si può sempre affidare ad una valorosa segretaria il compito di farsi negare al telefono.

Finché almeno non avrà trovato la risposta alla domanda facile facile: “Ai lecchesi farà più danni la vendita illegale di qualche cagnolino di pezza che scodinzola o la promozione in grande stile del gioco d’azzardo legale?”.

carta vetrata firma

Pubblicato in: Lettere a LeccoNews, Città Tags: 

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