CELIACHIA: IN LOMBARDIA
AUMENTANO LE STRUTTURE,
MA IL LARIO VA A RILENTO

LECCO/COMO – Un territorio che conta oltre 130mila abitanti, nonché una delle zone più apprezzate dello Stivale, meta del turismo nostrano e internazionale: se c’è qualcosa che di certo non manca nel Lario sono angoli suggestivi e paesaggi di rara bellezza. A scarseggiare sono però le strutture ricettive pronte ad accogliere nel modo migliore chi è costretto ad eliminare il glutine dalla propria dieta. A lanciare l’allarme, chiamando all’appello i ristoratori, è l’Associazione Italiana Celiachia Lombardia, onlus che da oltre 40 anni si impegna per migliorare la qualità degli oltre 38mila celiaci che vivono in Lombardia.

“Mangiare è un rito sociale e farlo fuori casa spesso rappresenta un momento da condividere con famigliari, amici o colleghi – spiega Isidoro Piarulli, presidente di AIC Lombardia –. Ecco perché AIC Lombardia si impegna costantemente affinché il celiaco, che nell’alimentazione ha la sua unica cura, possa avere a disposizione una vasta selezione di locali pronti ad accoglierlo nel migliore dei modi. Grazie al programma “Alimentazione Fuori Casa” (AFC), infatti, i ristoratori vengono informati sull’argomento celiachia e sull’alimentazione senza glutine dai nostri esperti e accompagnati in un percorso che insegna loro a riservare al servizio senza glutine le attenzioni che necessita. Inoltre, per tutta la durata della loro permanenza nel network, i ristoratori possono contare sull’assistenza di AIC Lombardia”.

La storia del network inizia circa 20 anni fa: se nel 2000 potevano farne parte soltanto ristoranti, hotel e pizzerie, col passare del tempo si sono aggiunte anche altre tipologie di strutture come gelaterie, parchi divertimenti, laboratori artigianali, food truck e tanto altro. In poco più di due decenni i locali sono più che quadruplicati, superando quota 450 strutture in Lombardia. Di queste, solamente 43 appartengono alle province lariane. L’obiettivo rimane quello di continuare a crescere, soprattutto nelle zone dove sono ancora troppo pochi i locali informati sulla celiachia.

“Nel 2021 sono stati soltanto due i locali a entrare a far parte del nostro network di strutture informate sulla celiachia nelle province di Como e Lecco – racconta Elena Sironi, responsabile del programma Alimentazione Fuori Casa –. Ecco perché vogliamo sensibilizzare ristoratori e celiaci che vivono questo territorio: i primi perché ci contattino per conoscere come entrare a far parte del programma AFC, i secondi affinché diventino ambasciatori per farlo conoscere alle strutture di fiducia”.

Fra i principali vantaggi di entrare a far parte del network Alimentazione Fuori Casa ci sono la possibilità di usufruire della consulenza continua dei professionisti di AIC, la massima visibilità verso il cliente celiaco grazie alla vetrofania dedicata e la pubblicazione del locale sulla “Guida per l’alimentazione Fuori Casa senza glutine”, versione cartacea e digitale sulla app AIC MOBILE, nonché sul sito di AIC.

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