ASSEMBLEA COMMERCIALISTI:
“CONTRO L’USURA SERVONO
NORME NON VESSATORIE”

LECCO – Oltre 250 partecipanti, giovedì 22 aprile, all’assemblea annuale dell’Ordine dei Commercialisti lecchesi cui ha partecipato anche il presidente nazionale Massimo Miani. Appuntamento in video conferenza nel rispetto delle misure legate all’emergenza pandemica.

“È una grossa soddisfazione per noi aver avuto la partecipazione all’assemblea di Lecco del nostro presidente nazionale – commenta il presidente provinciale Antonio Rocca -, ciò dimostra la considerazione di cui gode il nostro ordine a livello nazionale e testimonia la bontà del lavoro svolto nel corso degli anni grazie al grande impegno e alla competenza di tutti”.

L’assemblea ha approvato il bilancio dell’anno 2020 dell’Ordine ed è stata l’occasione per fare il punto della situazione. “L’anno appena concluso ha attestato l’emergere di una grave crisi sanitaria, ma anche economica e sociale, che ha accentuato i rischi e inasprito il panorama di grave incertezza economica in cui già si trovavano l’Italia e l’Europa – così ha spiegato Rocca nella sua relazione – Le misure di lockdown, che purtroppo continuano, hanno impattato drasticamente le attività economiche e al momento non è dato sapere se vi sarà una nuova ondata o una nuova variante”.

“Attualmente – ha aggiunto Rocca – i mercati sono caratterizzati da accelerazioni e rallentamenti repentini e a macchia di leopardo in Europa e nel mondo. Unico rimedio, anche se non tutti sono d’accordo, pare essere quello dei vaccini, ma l’estrema lentezza con la quale la campagna vaccinale è partita ha fatto sì che le misure restrittive venissero prolungate, soprattutto in Italia. Non è possibile sapere con certezza quando la crisi si risolverà, ma i più ottimisti prevedono una ripresa del Pil solo a partire dal 2023”.

“La crisi non ha risparmiato nemmeno i professionisti – continua Rocca – il rapporto recentemente presentato dall’osservatorio di Confprofessioni per quanto riguarda la Lombardia mostra che, a fronte di una costante crescita degli studi dal 2011 al 2019, il 2020 ha visto la perdita di oltre 10.000 liberi professionisti e con loro dei loro dipendenti. Per questo chiediamo al governo e alla politica di non dimenticarci”.

Altro argomento toccato dal presidente nella sua relazione è stato l’aumento del fenomeno dell’usura causato dalla crisi: “Le difficoltà di accesso al credito, l’esiguità dei ristori, il pesante carico fiscale che si moltiplica esponenzialmente in caso di ritardi per via di sanzioni e interessi, le difficoltà operative connesse con l’applicazione delle norme sanitarie emergenziali, fanno sì che gli imprenditori siano in difficoltà e vengano spinti nelle mani degli usurai. Nell’intercettare e perseguire fenomeni di illegalità siamo sempre attenti e collaboriamo costantemente con Prefettura e Guardia di Finanza, ma contribuiamo anche con l’elaborazione di proposte di modifiche alle norme per far sì che chi si trova in difficoltà possa essere aiutato e non inutilmente vessato”.

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