COMUNITÀ ENERGETICHE LOCALI:
PER TREZZI “SE NON ORA, ORA”

Comunità dell'energia rinnovabile, una proposta per farle partire subito |  QualEnergia.it

(qualenergia.it)

In Italia dal 2020 (Decreto Milleproroghe) è possibile realizzare Comunità dell’Energia Rinnovabile (CER) che consentono di massimizzare l’autoconsumo dell’energia rinnovabile prodotta attraverso la condivisione fra più utenti locali

Queste Comunità sono, in sostanza, delle associazioni tra produttori e consumatori di energia, finalizzate a dare la possibilità a tutti Cittadini/Enti/Condomini Imprese di esercitare collettivamente il diritto di produrre, immagazzinare, consumare, scambiare e vendere l’energia auto prodotta, così da avere benefici ambientali, economici e sociali per la propria comunità

È il presente altrove, non solo all’estero, può e deve essere il prossimo futuro da noi.

Uno dei modi perché lo sia è, come altrove appunto, che, in primis, Comune, associazioni di categoria, Poli e gli stessi cittadini, collaborino e che i primi faccian da volano comunicativo, amministrativo, economico e formativo per renderlo reale con più celerità

Perché la strada è segnata, si arriverà qui – volenti o nolenti – per scelta o per costrizione. Quello che cambia è in quanto arrivarci. Da quando beneficiare di questa possibilità.

Oggi solo il 20% dell’energia da impianti fotovoltaici è autoconsumata localmente

Condividere l’energia prodotta dai propri impianti da fonte rinnovabile – che viene immessa in rete – con gli altri utenti della comunità, ossia vicini all’impianto di produzione, è quindi decisamente conveniente a prescindere dai venti di guerra

Come detto possono formare privati cittadini e aziende, enti e posson parteciparvi anche semplici utenti che non han il proprio impianto di produzione.

Leggi, incentivi, risparmi tariffari, sostegno degli Enti e scelte ambientali contribuiscono a rendere conveniente questa direzione

Un ecosistema fatto da un insieme di utenze e di consumi – residenziali, industriali ect – che dotandosi di impianti di autoproduzione, condividono energia pulita, con lo scopo primario, a questo servono le CER, di fornire benefici ambientali, economici e sociali a chi ha scelto di farne parte.

L’autoconsumo collettivo è una modalità che oggi ha solo bisogno di essere conosciuta, promossa, sostenuta e incentivata

Il Comune, per il suo ruolo, per le relazioni sociali anche con le imprese e i cittadini l, per un inevitabile e auspicabile interesse pubblico può e deve essere protagonista di questa direzione, con tavoli, proposte, relazioni

Magliano Alpi, Prov. di Cuneo, con l’aiuto del Politecnico, ha istituito la prima CER italiana, dal nome “Energy City Hall”. Mettendo a disposizione 2 impianti fotovoltaici. Ne fan parte edifici pubblici e soggetti privati e cioè: Palazzo comunale, biblioteca, palestra, scuole, famiglie, professionisti e artigiani.

A Imola, 4 aziende meccaniche, han creato la loro, riducendo i prelievi dalla rete del 25%.

A Pinerolo c’è il primo condominio in Autoconsumo Collettivo d’Italia. Attraverso propri nuovi impianti solari fotovoltaici e termici, copre il 90% del proprio fabbisogno

E si può continuare a partire da Monticello Brianza

C’è energia da mettere insieme per vantaggi economici, sociali e ambientali ben prima e meglio del teleriscaldamento.

Il Comune, in primis, ne ha per rendere il futuro più vicino e sostenibile?

Paolo Trezzi

Lecco

 

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*Immagine in copertina da nextolife.it/

 

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