DAL CAMPO ALLA SCRIVANIA:
INTERVISTA A DARIO RIGHETTI
PRESIDENTE DELLA PICCO

LECCO – Una vita trascorsa in biancorosso; stiamo parlando del presidente dell’Acciaitubi Picco Lecco Dario Righetti. Prima giocatore, poi dirigente ed infine la salita al trono: davanti ai forellini della rete concentrazione massima a intuire la traiettoria del pallone, dietro una scrivania indaffarato a far quadrare i bilanci, in cerca di uno sponsor che possa aumentare il budget.

Di sicuro le preoccupazioni sono aumentare al di fuori del parquet, ma da uomo navigato sa districarsi da ogni situazione. Dal campo nelle ultime stagioni le gioie non sono davvero mancate; prima il balzo in B1 nel 2016/17, poi alla caccia di quell’A2 inseguita ormai da tre anni e sfuggita via come la sabbia tra le dita nella doppia finale con l’Albese.  “È vero – dice lui -, mi è rimasto il rammarico per non essermi giocato alla pari le mie chance nel doppio match con il team comasco. Senza nulla togliere a loro, siamo stati noi a ciccare completamente entrambe le partite. Ecco, non aver dato tutto in quella circostanza brucia ancora”.

Anche perché in campionato, le avevate battute due volte su due…
“Esatto, avessimo giocato sui nostri standard forse le cose avrebbero potuto assumere un’altra piega, ma ormai questo fa parte del passato”.

Righetti, anno solare completato: che voto possono meritare le tue ragazze?
“Direi un bel nove, finale esclusa le giocatrici sono state sempre sul pezzo”.

Veniamo all’attualità; nonostante l’aver cambiato radicalmente pelle i risultati sono arrivati.
“È vero, sono rimaste in poche rispetto alla scorsa stagione, un gruppo molto giovane ma che coach Gianfranco Milano ha saputo ben amalgamare. Siamo secondi in classifica a una lunghezza dal Costa Volpino, anche se l’importante è arrivare nei primi due, visto che a differenza delle scorse stagioni la squadra vincente deve comunque affrontare i playoff“.

A livello d’organico, con la “perdita” di fari come Dall’Igna, Martinelli, Valli, senza nulla togliere all’attuale roster, avete perso qualche punto?
“Sul piano dell’esperienza magari si, ma abbiamo comunque un gruppo molto ben amalgamato, con ampi margini di crescita e questo mi fa ben sperare in prospettiva”.

Presidente, possiamo indicare in Lancini, Ratti, Rimoldi, il libero Lussana e l’esperta Garzaro le linea guida del vostro “battaglione”?
“Potrebbe anche essere, ma io mi ripeto: è un gruppo coeso, compatto a fare la differenza”.

A2 quindi sempre nel mirino, che sia la volta buona?
“Lo spero anche se mantenere una categoria così importante, non è facile a livello economico”.

E allora se dovesse arrivare la promozione, sarebbero guai?
“Non ho detto questo, ma servirebbe della gente che possa arrivare e darci una mano. Ormai da un paio di stagioni non entrano nuovi sponsor. Capisco il momento difficile, ma spero che qualche appassionato di pallavolo ci venga in soccorso; tuttavia sono discorsi direi prematuri, nonostante tutto voglio essere ottimista e dire che nella circostanza di un A2, La Picco Lecco saprà farsi trovare pronta”.

Righetti, capitolo Covid: sembra essere tornati indietro di 18 mesi. Preoccupato per un eventuale altro stop?
“Un pochino si, ma voglio continuare a vedere il bicchiere mezzo pieno. Rispetto ad allora abbiamo il vaccino, un’arma molto importante non resta che incrociare le dita”.

Chiudiamo con una bella notizia; una vostra ex giocatrice, Valentina Colombo, a soli 18 anni ha esordito in Europa e nel campionato di A1 con la Yamamay di Busto Arsizio…
“Davvero una bella soddisfazione, auguro alla ragazza le migliori fortune. Vedere una tua giovane che arriva a certi livelli, non può che farci piacere, questo credo sia scontato”.

Alessandro Montanelli

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