DALLE STALLE ALLE STELLE?
ZAMPERINI CI RIPROVA,
CON UNA FORMA SMAGLIANTE

“Zampe” oggi

LECCO – Non lo si riconosce più. Giacomo Zamperini studia da ormai cinque anni filati per fare l’assessore al Comune di Lecco, e questo applicarsi lo ha letteralmente e fisicamente trasformato.

E così l’ex sgarrupato eterno ragazzo della destra, l’estemporaneo politico in erba e sullo sgabello del pub, il lottatore di Sumo sul ring della ribalta mediatica, è diventato il candidato consigliere della compostezza e della ritrovata forma fisica, della giacca e cravatta, della campagna elettorale stile anni Ottanta del secolo scorso, con tanto di gadget personalizzati e manifesti in posa napoleonica.

“Zampe” ieri

Sono lontani i tempi della lotta e dello spritz, una stagione immortalata da una serie di immagini e post che culminò con qualche conseguenza quale prezzo ‘imposto’ pare per una patente evaporata.

Del resto, Zampe (così viene chiamato non sapremmo dire se per brevità o per un qualche giudizio d’altro genere sulla sua attività pubblica), qualche amarezza da annegare l’aveva e ancora ce l’ha.

Arrivato non prestissimo alla laurea, può tuttavia giustificarsi con il fatto di aver bordeggiato il mondo del lavoro con ruoli di comparsa in rappresentazioni medievali.

Ma la vera grande passione, almeno fino a una certa ora, è sempre stata la politica e in particolar modo l’esposizione pubblica e il palcoscenico che essa effimeramente procura.

Fu prima gregario di Daniele Nava, che lo usava per azioni di sfondamento quando serviva una testa tosta in Alleanza Nazionale, ma poi, non amando essere uno tra i tanti galletti nel pollaio dell’allora Popolo della Libertà, dopo qualche flirt ciellino e un atteggiamento sempre rivendicativo, decise di mettersi in proprio alla testa del nascente manipolo di Fratelli d’Italia.

Qui, al timone, riuscì in un memorabile naufragio: alle ultime elezioni comunali di Lecco il partito della Meloni subì l’umiliazione di uno dei peggiori risultati elettorali d’Italia, con cifre percentuali così basse da tenere fuori dal consiglio comunale l’allora extra large Giacomo, e con quasi la metà dei voti di una improvvisata lista di destra messa in piedi da Antonio Pasquini – l’eterno rivale nella destra che da allora non ha fatto altro che mietere successi amministrativi ed elettorali.

Da quella batosta, Zamperini ha cambiato tattica. Un passo indietro dalla prima linea.

Iniziando con un incarico durato pochino se non pochissimo nella segreteria dell’assessore regionale Riccardo De Corato e in seguito con l’attuale lavoro pagato da quella ricca galassia del Parlamento Europeo dove Giacomo vanta una solida amicizia con l’onorevole Carlo Fidanza.

Nel frattempo gli hanno sottratto la leadership del partito a livello locale, affidata dal navigatissimo Alessio Butti a persone che fossero più capaci di aggregare e di trovare personale politico per un partito in grande ascesa di consensi. Perché a Zamperini tutti riconoscono una grande capacità di lavoro, specie per i casi suoi, una certa sensibilità per l’uscita mediatica a effetto, ma non altrettanta propensione alla squadra e una certa inclinazione all’avvelenamento dei pozzi.

Giacomo, anche nella nuova versione stira e ammira, non va per nulla d’accordo con i nuovi capi del partito, al punto da essere stato escluso da ogni decisione su candidato sindaco, programma elettorale e composizione della lista.

Immagine del profilo di Giacomo Zamperini, L'immagine può contenere: 1 persona, barba e occhialiMa il nostro non si dá per vinto, consolandosi con l’aiuto, timidissimo, dell’onorevole europeo Pietro Fiocchi e con il tentativo di tessere improbabili accordi elettorali con il Movimento5Stelle in caso di ballottaggio a Lecco, in una specie di gioco di consolazione delle seconde file.

Sta di fatto che, ora come ora, non gli rimarrà che emergere come primo degli eletti in una lista che ha cercato di condizionare, ma nella non gli verrà riconosciuto nemmeno l’onore delle armi di essere capolista – con la scusa dell’ordine alfabetico, criterio questo che non tiene conto dell’impegno e dell’energia che ha profuso, a suo modo, per tenere lustro negli anni il marchio della Meloni.
O forse proprio per questo.

Se risultasse tra i più eletti, rivendicherebbe per sé il ruolo di assessore nella giunta Ciresa. Ma anche qui, ad alimentare  tale incessante fiumare di amarezze, si è messa di traverso la candidatura di Marco Caterisano, il presidente dei pubblici esercizi lecchesi, sostenuto, guarda guarda, da Antonio Pasquini ritornato per la bisogna sotto il tetto comune delle destre. Notizia che pare sia stata vissuta con qualche lacrima da Zampe, che tuttavia ha presto reagito con ancora più determinazione, alla ricerca voto a voto.

Insomma, sarà un bel match. E si vedrà se nella nuova versione più posata ed istituzionale, lo Zamperini 2.0 riuscirà a convincere un gran numero di elettori, sufficiente almeno a spianare la strada alle sue ambizioni così lungamente coltivate.

Di fare la comparsa si è stancato, dice di aver già dato. Ma a nostro sindacabile giudizio anche in tema di sceneggiate ha già fatto la sua parte: lo ricordiamo infatti sdraiato, sopra le righe, su un’ambulanza per manifestare la sua posizione su un tema etico. Ora non vorremmo che, nel caso in cui non gli riuscisse di fare l’assessore, andasse in onda la tragedia di vederlo dentro l’ambulanza…

ElleCiEnne

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