DON GIOVANNI MEDITA NELLA DOMENICA DOPO L’OTTAVA DEL NATALE DEL SIGNORE

Siamo ancora nel tempo natalizio, non però nel clima di tenerezze fanciulle attorno alla grotta di Betlemme. La liturgia ci presenta, nel brano in continuità di Luca, dopo l’immersione nella fragilità umana con il battesimo e nella prova delle tentazioni, l’inizio del ministero di Gesù, che ci è subito introdotto “con la potenza dello Spirito santo” per il ritorno in Galilea dove Gesù “Insegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi”. È nello Spirito santo che Gesù predica ed annuncia nella “Galilea delle genti” forse già segno dell’universalità dell’annuncio evangelico. 

Condotto dalla forza e dall’ispirazione dello Spirito è anche a Nazaret, luogo da sempre abituale della sua frequentazione alla sinagoga, scelto però in quell’inizio per un annuncio ben Significativo. 

Era abituale chiamare persone di rimarco a ruolo significativo nell’assemblea del sabato, evidentemente già la sua fama lo precedeva e c’era su di lui attesa, così gli fu fatto invito: “si alzò a leggere (la Scrittura è sempre annunciata rispettosamente in piedi, l’insegnare ha pacata autorevolezza nel porsi a sedere). Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia”. 

Con cura il terzo vangelo traccia tradizioni e riti dell’assemblea del sabato, non meno che la tensione dell’aula in quel sabato (“Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi su di lui”) l’attesa verso il concittadino che ha richiamo di fama. 

Il commento di Gesù è solenne, forse, quasi certamente, inaspettato, Gesù dichiara con quel: “Oggi si è realizzata questa Scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi”, il realizzarsi proprio allora e in lui, della profezia di Isaia che proclamava la consacrazione nello Spirito per l’annuncio del lieto messaggio ai poveri con la liberazione di prigionieri ed oppressi. 

L’affermazione, sull’inizio del ministero, diventa discorso programmatico e annuncio della propria missione. 

La autopresentazione del Signore Gesù è nella forza, nella potenza dello Spirito santo: segnatamente annuncio gioioso e liberatorio ai poveri. 

È proprio la scelta per i poveri che caratterizza l’annuncio e l’azione di Gesù. 

Certo ricordiamo la recente lettura d’Avvento in cui lo indica ai discepoli inviati da Giovanni come caratteristica della mitezza misericordiosa della propria missione. Anche noi ne viviamo risonanza nell’insegnamento di Papa Leone alla nostra attualità mentre ci sale alla mente la recente esortazione apostolica “Dilexi te” che lo richiama a tutta la Chiesa.

 

Don Giovanni Milani