DUEMILA ALBORELLE IN PIAZZA
URLANO “LECCO NON SI LEGA”

LECCO – Prime immagini a manifestazione in corso per l’evento in stile “Sardine” organizzato a Lecco – con localizzazione “Alborelle“-

Circa duemila i presenti intorno alle 19:30, ma piazza XX Settembre si è andata riempiendo man mano che passava il tempo. Gente di tutte le generazioni, dai bambini più piccoli agli anziani.

Quattro gli interventi sui temi cardine: la lettura dei primi 12 articoli della Costituzione “nei quali ci riconosciamo in questa piazza”, violenza e non violenza, diritti e “la nostra idea di politica e comunità”.

“Questa – hanno detto i promotori – vuole essere una piazza pacifica e quieta, vogliano che si mantenga un clima bello di persone che intessono relazioni e condividono valori”.

E ancora: “Per troppo tempo siamo stati silenti di fronte all’imbarbarimento del linguaggio, abbiamo pensato sì trattasse di poche persone, abbiamo pensato che la nostra democrazia avesse gli anticorpi per resistere -ma ora non stiamo più in silenzio. Un semplice insulto, domani può essere una discriminazione o una aggressione. Ci siamo accorti che non si trattava di poche persone e che non sarebbe stato un fenomeno passeggero”.

“Stiamo vivendo un’epoca di violenza verbale senza precedenti, qualcuno ha risvegliato la bestia e questa piazza garbata è qui per dire ora basta: Lecco non abbocca, Lecco non si lega. Ci aspettiamo che chi ricopre ruoli di responsabilità si rivolga a questa piazza, parli con noi, al nostro cervello e non alla nostra pancia”.

E mentre passano “Com’è profondo il mare” di Dalla e l’evergreen “We will rock you“,  vengono citati i nomi di Giulio Regeni e di Silvia, cooperante rapita in Africa e ancora di Liliana Segre.

Sui diritti: “Questa piazza è bellissima perché è antifascista e antirazzista – dicono gli organizzatori -. Siamo una piazza propositiva che crede all’importanza dei diritti. Ultimamente si sente parlare dei diritti come se fossero una concessione e un regalo. Questa concezione ha radice nell’idea che i diritti vengano dopo i doveri, vadano guadagnati. Ma la costituzione nell’articolo 4 sancisce il loro equilibrio. Il cittadino va messo nelle condizioni di compiere questo dovere. I diritti sociali e civili sono il terreno fertile per la crescita di una società sana, giusta e tollerante, una società di pace. In questa piazza diciamo che nn possiamo più tollerare l’assenza di diritti”.

Infine, la politica. “Come sardine siamo un anticorpo più che un movimento politico. Siamo qui per difendere una certa idea di politica e di comunità, non ci riconosciamo nella politica che pratica giorni dopo giorno odio, violenza e inciviltà. Siamo qui per dire che Lecco non si lega. La bella politica si è indebolita e il nostro compito è riaccendere la sua fiamma. Vogliamo una politica della ragione e del sentimento: della ragione, in grado di dare vita a progetti di lungo periodo e che non rincorra il momento. Politica del sentimento invece che dell’emozione; solo attraverso la cura del sentimento possono prendere forma due valori: generosità e rispetto per la dignità della vita umana. Generosità esuberante che nn può essere costretta in frontiere e confini. Alla retorica della paura e dell’isolamento opponiamo la radicalità dell’ incontro e dell’ inclusione e del rispetto. Ritorniamo a fare vivere quei luoghi dove si fa comunità: circoli, strade, piazze e oratori. Ritorniamo a vivere questi spazi con la ricchezza dell’Umanità, con la u maiuscola”.

C. S. e S. M. T.

 

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