ELEZIONI 2020/APL RILANCIA
IL TEMA DELLA GRANDE LECCO.
“ARTEFICI DEL NOSTRO FUTURO”

La Lega di Salvini che a parole predica l’autonomia di fatto aveva tagliato, quando era al Governo, in maniera consistente i fondi per i Comuni che avevano deciso di promuovere le fusioni attraverso un scelta libera e certificata dagli esiti dei referendum popolari.
La scorsa notte il Governo attraverso il documento programmatico di bilancio unitamente al DL Fiscale hanno prodotto il combinato disposto per assegnare ai comuni che promuovono fusioni € 30 milioni aggiuntivi annuali per il 2019 e per gli anni a venire. Il raggiungimento di questo obiettivo è importantissimo per la ripresa di un dibattito alimentato nei mesi scorsi da Appello per Lecco e che troverà sicuramente grande spazio durante l’imminente campagna elettorale per l’elezione del nuovo Sindaco di Lecco.

Nel frattempo si sta analizzando dal punto di vista tecnico e della Fattibilità, anche con il contributo di ANCI Lombardia, la richiesta espressa dal sindaco di Morterone di potenziale incorporazione del paese montano con il capoluogo lecchese.

Appello per Lecco non ha mai fatto mistero di perseguire politiche di aggregazione e unione tra Comuni limitrofi per rendere la città capoluogo più competitiva sull’asse Lecco -Milano, per fornire migliori servizi, più efficienti e funzionali, alle comunità servite, ridurre i costi della burocrazia e finalizzare le risorse economiche che si liberano con questa operazione complessiva per i trasporti, l’ambiente, le scuole, la sicurezza e le politiche turistiche.

Il provvedimento del Governo non è altro che un incoraggiamento ad andare in questa direzione e condanna i propositi di coloro che predicano l’autonomia e poi non rispettano il voto popolare con referendum dei cittadini appartenenti a comunità che hanno deciso di camminare assieme.

Nelle prossime settimane appello per Lecco riprenderà una grande campagna su questi temi seguendo esempi anche locali che hanno avuto successo in alcuni comuni del Meratese, del Casatese, della Valvarrone e per ultimo il referendum delle Comunità di Bellano e Vendrogno. Gli Amministratori non devono aver paura di confrontarsi con questi temi, sarebbe peggiore un esito referendario che li vedesse soccombenti. Ed è proprio in questa direzione che intendiamo muoverci; prima coinvolgendo e ascoltando gli amministratori per poi, nella fase successiva, rivolgerci alle comunità interessate con la promozione di referendum popolari.

L’Italia ha circa 8.000 Comuni, molti di questi piccoli e con apparati e servizi praticamente inesistenti, anche nel nostro territorio questa situazione si manifesta, tuttavia va detto la situazione a ridosso del capoluogo può considerarsi migliore, ma non per questo dobbiamo rinunciare ad essere artefici e protagonisti del nostro futuro superando egoismi e campanilismi anacronistici e senza prospettiva.

Appello per Lecco

 

 

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