ELEZIONI 2020, RIFONDAZIONE:
“PENSIAMO LECCO A 30 ANNI”

LECCO – Mancano ancora 6 mesi alla scadenza elettorale per il rinnovo del consiglio comunale ma ormai nelle “scuderie” dei partiti cittadini è partita la corsa per individuare il “cavallo di razza” che rappresenti la solita “discontinuità” tanto annunciata prima di ogni elezione e tanto vanificata il giorno dopo i risultati elettorali.

Interviste e annunci parlano di “programmi” ma in realtà ciò che viene rappresentato è solo un teatrino per escludere “i brocchi” e selezionare il “candidato vincente” tra i soliti noti o tra qualche outsider anche se con nessuna esperienza amministrativa alle spalle.

È questo il modo di preparasi alle elezioni per guidare una amministrazione che non è riuscita in 10 anni a rilanciare la Città che è vissuta in agonia questi ultimi anni? La città di Lecco è in crisi di identità da anni. Fino al 1980 il carattere di Lecco era quello di una città industriale di primordine con una classe operaia forte ed una classe imprenditoriale molto attiva. Negli anni ’90, dopo la crisi del modello industriale, subentra l’attivismo delle costruzioni edilizie, con una classe imprenditoriale che apre cantieri e porta avanti l’idea di una città terziaria con servizi avanzati senza rinunciare alla sua vocazione industriale. Questo modello viene interrotto da tangentopoli e molti edifici legati alla speculazione edilizia ed anche alla corruzione che in città non è mancata, resta incompiuta. Vedi le Meridiane. In questi 20 anni la città si è “fermata” senza ritrovare slancio per una nuova identità e ciò e stato anche dovuto alla classe imprenditoriale ed alla classe politica che non sono state all’altezza di riprogettare lo sviluppo di Lecco nonostante le promesse elettorali e gli slogan vuoti che si sono succeduti.

La nostra Città è senza bussola ed a pagarne le conseguenze sono state anche tutte le proprietà pubbliche, tra cui il Bione, il Teatro della Società, Villa Ponchielli, l’Ostello, l’attraversamento, via Roma 51 ecc.. Il turismo che avrebbe dovuto trainare la città verso il nuovo modello di sviluppo è statico. Nuove ed attraenti strutture non nascono. Il lungolago è sempre nelle stesse condizioni pietose. Il piano regolatore che ha assegnato circa 500.000 metri quadrati all’edilizia convenzionata non è decollato e nessun confronto pubblico con i privati è mai avvenuto per stimolare gli investimenti in aree della città fortemente degradate. I quartieri sono lasciati all’incuria sia sul piano viabilistico sia sui parcheggi e sia sulla partecipazione dei cittadini alla gestione della “cosa pubblica e dei beni comuni” nonostante si era data importanza in pompa magna ai “mercoledì del cittadino” che non ha mai avuto continuità.

Riteniamo, dopo gli inutili esperimenti fatti in questi ultimi 10 anni, che sia ormai indispensabile, per un costante rapporto con i cittadini dei quartieri, ripristinare i Consigli di quartiere con elezioni dirette da parte dei cittadini.

Il rapporto dei cittadini con gli uffici comunali è ormai arrivato alla catastrofe con uffici messi in condizioni di non rispondere neppure alle richieste scritte a protocollo. Il rapporto cittadini / uffici / amministratori è ridotto allo stremo con tutto il personale amministrativo demotivato. Chiunque si presenti alle elezioni dovrà mettere al primo punto del programma quale politica vorrà mettere in campo da subito per rimettere in sesto gli uffici deresponsabilizzati anche per la “fuga” dal Comune di molti dirigenti che non ne potevano più e per i continui spostamenti “punitivi” di molti funzionari da un ufficio all’altro. Per non parlare dei casi di corruzione avvenuti in alcuni uffici già condannati dalla magistratura. Sui servizi sociali abbiamo già più volte criticato la messa in opera della “impresa sociale/consorzio di cooperative” che ha dato al privato sociale il 70% del controllo sull’impresa stessa. Una “Impresa sociale” costituita più col solo scopo di rafforzare un sistema di potere che per dare nuove risposte al disagio dilagante in città del quale ogni giorno abbiamo terribile casi di violenza e scadimento nella vita dei disagiati. Sulle scuole materne ancora si continua a sostenere, attraverso finanziamenti comunali, la gestione privata a discapito del sostegno alle scuole comunali che versano in condizioni di sopravvivenza. Politiche per i giovani non se ne vedono. Lecco sembra una “città dormitorio” con un pendolarismo che soffre quotidianamente anche del degrado delle ferrovie che ormai ci hanno fatto diventare una città da terzo mondo. Non si deve dimenticare la scelta scellerata di abbinare al forno inceneritore di Valmadrera il progetto di teleriscaldamento che porterebbe a lavori interminabili per portare acqua calda a Lecco scavando mezza Lecco per anni, ma in questo modo imponendo il fatto che il forno sarebbe strutturato per bruciare sempre più rifiuti vanificando così ogni progetto serio di realizzare la raccolta differenziata e il ciclo del riuso attraverso la fabbrica del riciclo. Rileviamo l’abbandono dei monti senza un censimento ed un programma serio sulla manutenzione dei sentieri, previsti dalla legge Regionale del 2003. Denunciamo la continua subalternità dell’amministrazione nei confronti delle ditte escavatrici sul Magnodeno, verso le quali dato parere positivo al piano cave, senza esercitare poi alcun controllo sulle cave stesse sull’esecuzione o meno del piano stesso e sulle clausole del ripristino della montagna. Il traffico cittadino ormai è ridotto allo stress estremo e bastano due gocce d’acqua per mandare in tilt la città specialmente nelle ore di punta. La manutenzione ordinaria è al minimo e molte strade sono invase da siepi che invadono i marciapiedi o diventano piccoli fiumi appena piove al di sopra del limite per l’intasamento dei canali di scolo che non vengono mai puliti ordinariamente.

Ribadiamo: Che senso ha iniziare una corsa tra candidati veri o fasulli lanciati dalle pagine dei giornali senza che prima ci si dica con quali modalità si intende progettare questa città per i prossimi 30 anni? Che senso ha parlare di alleanze opportunistiche tra liste civiche, partiti, liste civetta che già nascono come funghi, senza fare un’autocritica profonda su tutte le responsabilità della classe politica ed imprenditoriale sul mancato decollo della Città dalla palude economica ed amministrativa nella quale langue?

Rifondazione Comunista lancia una profonda riflessione sullo stato vero della città che superi gli slogan vuoti che ormai si palleggiano tra le varie organizzazioni partitiche e civiche nella corsa a chi la spara più grossa. Noi ci riferiamo a tutti i cittadini che hanno perso fiducia in tutti questi anni, che si aspettano un vero progetto per la Lecco dei prossimi 30 anni che si concretizzi con un vero modello partecipativo popolare che che non abbia nulla a che vedere con le solite modalità di slogan vuoti e programmi elettoralistici. Proponiamo da qui in avanti un vero confronto con tutti coloro che vogliono essere protagonisti collettivamente per una vera svolta su tutti i temi che ci riguardano, ma in una grande visione progettuale del futuro di questa città operosa che si merita di essere guidata verso il progetto di Lecco Città futura.

La lista elettorale che noi proponiamo parte da una idea progettuale che formuli dei programmi e abbia come conseguenza una lista elettorale fatta da persone attive ben oltre la scadenza elettorale di Maggio 2020. Per questo proponiamo un grande incontro nel mese di Gennaio 2020 dove lanceremo le nostre proposte a tutti i cittadini che vogliono impegnarsi in prima persona per un modello alternativo di città.

Partito della Rifondazione Comunista Lecco

 

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