I RAGAZZI DEL LICEO LEOPARDI
ALL’INCONTRO DI OLATE
CON L’ARCIVESCOVO DELPINI

LECCO – Tante le domande e gli spunti di riflessione che hanno animato l’appuntamento di venerdì. Gli studenti del Liceo Leopardi hanno preso parte nella mattina di venerdì 21 febbraio all’incontro con l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, che ha coinvolto circa 700 ragazzi delle scuole cattoliche e di ispirazione cristiana del territorio presso l’Istituto Maria Ausiliatrice di Olate.

L’incontro di venerdì era stato preceduto, a ottobre, dall’invio di una lettera scritta dagli studenti, nella quale venivano sollevate alcune domande a cui l’arcivescovo ha risposto durante il suo intervento. All’Arcivescovo è stato innanzitutto chiesto come accogliere le sollecitazioni culturali per crescere come persone. “Quando studiate – ha risposto – cercate di passare dal come al perché. Domandatevi il senso delle cose. Le vere domande cercano un fuoco, qualcosa che scalda e coinvolga. Lasciatevi poi ferire dalle sofferenze degli altri, perché lo scontro con le ferite dell’umanità apre un percorso di vera ricerca di una risposta. La vera cultura non è il mero incontro con le pagine di un libro, ma con le persone e il pensiero che le hanno generate”.

Altro tema era quello del male, su cui i ragazzi si sono interrogati chiedendosi perché Dio permette che accada. Anche in questo caso la risposta dell’arcivescovo Delpini ha sorpreso gli studenti lecchesi. “Dio non è all’origine del male; Dio non permette il male – ha detto -, ma nel male rende sempre possibile l’accadere di un bene. Pensate ad un vostro amico che soffre, il suo vero bisogno non è che voi capiate il perché, ma di non essere lasciato solo, ha bisogno di sentirsi voluto bene e non c’è male che non vi permetta di essergli compagni, amici”.

La scoperta della propria vocazione umana e professionale è un altro dei temi su cui i ragazzi hanno riflettuto, trovando nelle parole dell’Arcivescovo un rassicurante augurio: “Alla vostra età – ha sottolineato – uno ha l’impressione di non valere niente e di non meritarsi di essere amato. Ma la verità di noi stessi è molto più grande dei nostri difetti. Così imperfetti come siete andate bene per la vita». Infine, la domanda su come poter essere liberi nelle scelte da compiere, interrogativo a cui l’arcivescovo Delpini ha risposto rivolgendo a sua volta una domanda: «Sono libero quando posso fare quello che voglio, ma la vera domanda è: io cosa voglio? Cosa merita davvero di essere voluto, desiderato?”.

Un incontro che non ha avuto la pretesa di chiudere le domande, ma di prenderle sul serio e nel quale i ragazzi hanno visto nell’Arcivescovo un compagno di cammino.

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