ISABELLA E IL SUO VICINO.
“SE TUTTI GLI STRANIERI
VENISSERO DA NOI COSI’…”

LECCO – Questa che pubblichiamo oggi non è una lettera ma un post su Facebook, che ci è stato segnalato nelle ultime ore. Lo abbiamo letto e, credeteci, ci siamo commossi. Una autentica lezione, grazie ad una 23enne che abita in provincia di Lecco. Isabella parla con grazia e decisione, a tratti quasi poetica ma sempre lucida, tracciando un ritratto eccezionalmente vivido di una mini famiglia di suoi vicini di casa: padre e figlia di origine marocchina. Senza alcun “buonismo”, del tutto distante dalla retorica, il pietismo ma anche il razzismo d’accatto con cui troppe persone si approcciano allo “straniero che le circonda” e – lo vogliano o no – continuerà a crescere di numero nell’Italia (e il Lecchese) degli anni Duemila.
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IL VICINO DI I.Questo e’ il mio vicino di casa o meglio, uno dei miei vicini di casa. Chi mi conosce e sa dove abito, sa che quando viene a prendermi sotto casa trova in media dai 5 ai 10 marocchini, 20 o 30 donne con il velo, mille bambini con i vestiti rotti, praticamente un piccolo marocco in provincia di Lecco.

Per fortuna (quasi) tutti sono persone per bene che sono arrivate qua per ri-farsi una vita e se la guadagnano, cosi come cerca di fare qualsiasi altro italiano.

Questo ragazzo mi incanta ogni volta a guardarlo e quando parliamo mi racconta delle cose, ha imparato benisssimo l’italiano, che nonostante non sia la prima sprovveduta, mi fanno venire i brividi. Lui ha messo al mondo questa bambina e ogni sera, quando torna dal lavoro e io torno a casa, lo trovo li su questo sassolino, abbracciato alla sua bimba che gli racconta le storie, questa bimba ride e abbraccia il suo papà come fosse il suo eroe.

Un giorno mi ha chiesto dove fosse la discarica… gliel’ho detto, gli ho chiesto: xke? E mi ha detto che andava a vedere se c era qualche mobile di qualche cameretta buttato che l avrebbe sistemato tutto, e avrebbe fatto una cameretta da principessa x Farah, xke nel suo paese prima faceva il muratore e sa sistemare benissimo i mobili.

Un’ altra volta mi ha chiesto dove poteva andare a comprare dei vestitini alla moda per lei, e’ tornato con due borse piene di vestitini rosa, e penso che neanche un uomo davanti a belen avrebbe mai avuto uno sguardo cosi felice.

Questo ragazzo fa anche da mamma, xke la moglie non la ha piu. Una sera, arrivando a casa, ero vestita con un vestitino corto e tacchi altissimi, guardavo in terra e tutti questi ragazzi marocchini mi fissavano con la bava alla bocca ed ero schifata. Lui arriva, si accende una sigaretta, dice qualcosa nella sua lingua a tutti e tutti magicamente smettono di guardarmi.

Ecco, se tutte le persone straniere venissero qui, con la stessa umiltà, con lo stesso rispetto e con la stessa responsabilità verso se stessi e verso chi mettono al mondo, sicuramente l’integrazione sarebbe possibile.

Ecco, io di persone come lui non solo nn ho paura e non mi sale l’odio vedendole, ma gli stringo anche la mano.

Isabella

 

 

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