IVA E FATTURA ELETTRONICA,
COMMERCIALISTI PERPLESSI:
“CALL CENTER PER GLI UTENTI”

LECCO – Grande partecipazione per il convegno promosso dall’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Lecco sulle novità previste in materia di Iva. Un appuntamento giunto quest’anno alla sua settima edizione. In sala Ticozzi, sede dell’iniziativa, erano presenti non solo numerosi iscritti all’ordine di Lecco ma anche colleghi di altre province (Como, Verona, Bergamo, Milano e Monza), oltre che professionisti di altri ordini, imprenditori e comuni cittadini, interessati a capire meglio i nuovi adempimenti richiesti dal fisco.

“Questo annuale convegno è entrato a far parte delle tradizioni virtuose dell’ordine e la vostra presenza ne conferma l’importanza – ha esordito il presidente Antonio Rocca rivolgendosi al pubblico – Costante è il nostro impegno sul tema della formazione, uno dei fondamenti della nostra professione”.

All’incontro ha partecipato anche una rappresentanza della direzione provinciale dell’agenzia delle entrate e del comando provinciale della guardia di finanza di Lecco, a testimonianza della sinergica collaborazione consolidata ormai da tempo tra l’ordine e le due istituzioni. Il convegno si è avvalso nuovamente della competenza di Renato Portale, commercialista pubblicista ed esperto dei temi fiscali, un vero punto di riferimento per gli addetti ai lavori.

Non solo Iva: l’appuntamento è stata l’occasione per un approfondimento e un primo bilancio sulla fatturazione elettronica, un mese dopo la sua introduzione. “L’argomento è delicato e si sono spese tante parole – ha commentato Antonio Rocca -. Da sempre abbiamo sostenuto che, introdotta con i dovuti modi e tempi, la fattura elettronica avrebbe potuto essere un elemento positivo. Hanno prevalso ragioni di urgenza di gettito e purtroppo a posteriori si sono confermate le perplessità e le preoccupazioni che da tempo avevamo avanzato”.

Al di là dei segnali tranquillizzanti che da più parti vengono lanciati, la situazione reale, spiega il presidente dell’Ordine, “è di obiettiva difficoltà”. “Gli operatori oggi sono costretti ad un doppio controllo perché non tutte le fatture arrivate al sistema di interscambio sono messe a disposizione sulla piattaforma software del contribuente, inoltre tante fatture non riportano i dati per effettuare una corretta contabilizzazione. Il contribuente in difficoltà si rivolge ai nostri studi che si sono ormai trasformati in call-center per fornire assistenza informatica ai clienti”.

Proprio sul tema della fatturazione elettronica, il consiglio nazione dell’ordine ha recentemente promosso un sondaggio tra i propri iscritti, evidenziando giudizi fortemente negativi tra gli intervistati: il 60% ritiene che le piattaforme non rispondano alle esigenze, mentre il 70% giudica come non soddisfacente l’assistenza delle case di software, il 62% riscontra rallentamenti nella fase di invio delle fatture. Unica nota positiva riguarda le tempistiche delle ricevute, giudicate come puntuali. Il costo medio sostenuto dagli operatori per la fase di avvio è stimato tra i 2.000 e i 7.000 euro, un esborso che difficilmente sarà recuperato se non solo in parte.

“Tanti contribuenti hanno poi atteso ad inviare le fatture, per questo si teme un collasso del sistema in prossimità della scadenza del 16 febbraio della prima liquidazione Iva – prosegue Rocca -. Le difficoltà sono evidenti, e dagli incontri avuti è emerso che le vive anche l’agenzia delle entrate, per questo si è chiesto quantomeno un prolungamento fino al 16 marzo della moratoria delle sanzioni sulle operazioni di gennaio, oltre che una revisione dello scadenziario fiscale, soprattutto per questo mese di febbraio”.

“Come consiglio – ha concluso il presidente dell’ordine – siamo sempre attenti e impegnati per tentare di migliorare questa e altre situazioni che sono davvero insostenibili”.

Chiara Panzeri