LA CITTÀ DEL FUTURO: GREEN,
ARIOSA, MOLTO COLLEGATA
IN BICI E A PIEDI. ALLEANZA
INEDITA BIMBI-ADOLESCENTI

LECCO – Quando le idee s’incontrano inaspettatamente, nascono soluzioni innovative sorprendenti. Dall’Esploratorio di immaginazione urbana, il laboratorio che ha inaugurato il programma di eventi per il 25° della costituzione dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Lecco (OAPPC) è emersa una nuova collaborazione scolastica tra studenti grandi e piccoli e si è vista una città piena di verde e protesa fino a dentro l’acqua.

Protagonisti di queste prime due giornate, i bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni guidati dall’architetto Maurizio (Mao) Fusina. Hanno reinventato lo spazio urbano di Lecco per costruire la loro città ideale con l’ausilio di pezzi lignei da posizionare su una mappa muta della città di Lecco.

Abbiamo visto i bambini esprimere un forte desiderio di verde, di aree aggregative all’aperto e di pulito. Le loro costruzioni salgono in altezza per lasciare agli spazi ampio respiro. Anche le strade diventano aeree, quasi si volesse annullarle dall’orizzonte umano”. Racconta la presidente dell’Ordine Giulia Torregrossa. “Per loro la città deve essere nera, colore percepito come espressione di modernità oppure ammantata di bianco inteso come luce, pulizia e ordine. Rispetto alla progettualità degli adulti, i giovani compongono forme più morbide, quasi antropomorfe. È emerso l’istinto dell’uomo a progettare pensando all’aggregazione e all’ambiente. L’attenzione non è concentrata alla singola costruzione in sé, ma considera superfici ed estensioni assecondate alla voglia di stare insieme. Ci sono, piazze, luoghi d’incontro ed edifici collettivi come il municipio e l’ospedale, posti per divertirsi allungati perfino sull’acqua. La mobilità si esprime esclusivamente su rotaia o in bicicletta. Ci è piaciuto molto assistere alla sinergia spontanea tra i più piccoli e i ragazzi, a dimostrazione che l’immaginario ha una energia intrinseca potente”.

Proprio “La Città del futuro” è il tema portante delle celebrazioni del 25° e il laboratorio ludico-didattico di questi due giorni rientra anche nel programma più ampio ‘Abitare il Paese’, voluto dal Consiglio Nazionale degli Architetti. Parola chiave del programma è appunto la co-progettazione, in una stretta collaborazione tra progettisti e destinatari finali, basata sull’ascolto reciproco, con l’obiettivo di mettere le persone al centro della progettualità.

Nelle due mattine l’esploratorio è stato animato dalle classi 4°B e 4° E del Liceo Linguistico Manzoni, che dallo scorso anno stanno lavorando sul tema della co-progettazione insieme agli architetti tutor Michela Biraghi e Alessandra Sala e alla coordinatrice Silvana Scaramelliconsigliere dell’ordine provinciale di Lecco. Gli studenti del Manzoni hanno formato gruppi misti di lavoro insieme agli alunni delle scuole primarie F. Filzi di Bonacina e Pietro Scola, dando vita a una perfetta sinergia e a dinamiche creative sorprendenti.

I bambini riescono a pensare senza i preconcetti e condizionamenti degli adulti. In questa occasione hanno creato una coesione e una sinergia di gruppo eccezionale, concretizzando e integrando differenti visioni all’insegna di una creatività pura” – ha commentato l’architetto Maurizio (Mao) Fusina – “Anche le relazioni all’interno dei gruppi si sono consolidate spontaneamente a un livello di comunicazione e rapporto alla pari. Questa creatività, se vogliamo infantile e slegata da un piano concreto, interpreta però un sentire e una sensibilità comune alle nuove generazioni. Molto significativa è la preponderanza del verde e dell’elemento naturale all’interno delle costruzioni realizzate dai ragazzi, così come la ricorrenza di elementi ripetuti come ospedali e ricoveri per animali collocati in punti nevralgici, e ancora strutture galleggianti o ancorate sul fondo dell’acqua. Un’altra intenzione espressa con decisione è stata che tutti gli edifici fossero in comunicazione tra loro attraverso delle passerelle e lo spazio urbano interamente percorribile a piedi o in bicicletta grazie a queste strutture di collegamento”.

Nei pomeriggi l’evento si è aperto a tutta la cittadinanza, anche agli adulti accompagnati da un minore, con una partecipazione numerosa soprattutto nei turni conclusivi delle 17. Ancora una volta dai giovani partecipanti sono emerse esigenze, idee e progettualità condivise, segno di una sensibilità e un’attenzione ad alcune tematiche molto sentite, come sottolineato anche dai tutor.

È emersa soprattutto la capacità dei bambini e dei ragazzi lavorare in gruppo, condividendo le idee e le soluzioni, senza preconcetti e personalismi.

C’è una forte sensibilità ambientale tra i bambini la cui libertà di progetto ricorda quella che ognuno di noi esprime nei primi anni di professione. Successivamente si viene condizionati da lacci e laccioli di tipo culturale ma pure burocratico”. Conclude Silvana Scaramelli consigliere dell’Ordine degli Architetti della provincia di Lecco. “È bello vedere nel fondo dell’animo umano una mai compromessa domanda di qualità nel costruito.

L’esperienza dell’Esploratorio, con le sue dinamiche relazionali e di concertazione, ha dimostrato l’urgenza e la possibilità dello scambio inter-generazionale. I bambini hanno lavorato così bene insieme ai ragazzi e alle ragazze che gl’insegnanti si sono già lanciati su progetti extra Ordine degli architetti, progetti dove la collaborazione tra primaria e liceo linguistico continui sull’asse della produzione dell’immaginario. Siamo molto contenti di essere stati incubatori di questa nuova forma di scolarità”.

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