LA DONNA DEI 14 OTTOMILA,
VENERDÌ SERA A LECCO
NIVES MEROI SI RACCONTA

LECCO – C’è chi guarda in avanti e chi in alto, sempre più in alto. La chiamano “la tigre della montagna”, ma Nives Meroi ha molto poco del felino. È piuttosto un corvo. O quanto meno le piacerebbe esserlo. Perché è il corvo, animale che in molte culture è sinonimo di saggezza, ad averle aperto la strada verso la leggenda. Con suo marito, Romano Benet, è arrivata in cima al quattordicesimo Ottomila. Una scalata di altri tempi: di cambiamento e rinascita.

Parlerà di tutto questo e di molto altro ancora Nives Meroi, il prossimo 30 agosto a Lecco intervistata da Ruggero Meles, scrittore, insegnante e alpinista, in occasione di uno degli incontri della rassegna itinerante “Crocevia, Sentieri e autori che si incontrano”.

Noi alpinisti su quelle infinite montagne inseguiamo la bellezza” confida Merois. E chissà quanto deve esserle sembrato bello il panorama sconfinato che le è apparso dalla sommità dell’Annapurna quell’11 maggio del 2017, quando ha varcato gli 8.091 metri per la quattordicesima volta. Una spedizione diversa da tutte le altre, affrontata con compagni di cordata inaspettati – oltre a suo marito, due spagnoli e due cileni –, capaci di unirsi per superare le avversità. Un cammino intrapreso con uno spirito ancora più coraggioso e resiliente del solito, proprio come la montagna le ha insegnato a essere.

Perché le salite che Nives ha dovuto affrontare non sono state solo sportive. Nel 2009, quando aveva già scalato con suo marito, senza ossigeno e senza portatori come è loro stile, già undici Ottomila, sulle pendici del Kangchendzonga, Romano sta male. Si scopre affetto da una malattia rarissima, l’aplasia midollare acuta, che combatte da vero guerriero: due trapianti di midollo osseo, più di 70 giorni di isolamento, due operazioni per impiantare protesi alle anche. Una prova che supera con tenacia e pazienza, mentre Nives è al suo fianco, pronta a tornare in alto insieme. Perché la storia degli Ottomila di Nives è anche storia di un amore. Un paso doble che non ha paura dell’altitudine.

Ed è proprio questo legame che li tiene così tanto uniti attorno a una medesima passione, a portarli a intraprendere, pochi anni dopo – con immenso stupore da parte degli stessi medici – una nuova impresa. Ancora una volta con lo sguardo rivolto verso l’alto, inseguendo una montagna nascosta e solitaria, attraversata alla maniera antica. Questa e altre avventure Nives le ha raccontate nelle pagine dei suoi libri, tra cui l’ultimo “Il volo del corvo timido” (Edito Rizzoli), e le condividerà nel corso della serata con gli ospiti della rassegna.

L’incontro a Lecco, allo Spazio Oto Lab di via Mazzucconi 12, così come i restanti appuntamenti a Monza il 16 settembre con Irene Borgna e a Morbegno il 20 settembre con Paolo Cognetti, sarà a ingresso gratuito su prenotazione (i posti sono limitati) inviando una mail a redazione@orobie.it o telefonando allo 035.240.666.

 

 

 

 

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