“LA GUERRA BIANCA”/DOCUFILM
SUI LUOGHI LOMBARDI
DELLA GRANDE GUERRA

LECCO – Quando si pensa alla prima guerraautorità_guerra_bianca mondiale la mente corre al fronte del Piave, del Carso, del Trentino, ma anche la Lombardia è stata un’importante protagonista del conflitto del ’15-’18. È proprio questo il messaggio che vuole trasmettere “Guerra bianca. Storia e memoria della Grande Guerra in Lombardia”, il docu-film presentato ieri sera 15 dicembre in sala Ticozzi.

In 68 minuti il filmato ha mostrati i principali luoghi lombardi interessati dalle operazioni militari del primo conflitto mondiale, mettendo in evidenza l’eccezionalità del fronte lombardo il quale, come spiega il direttore del Museo della Guerra Bianca in Adamello, “si caratterizza per tre unicità: per la vastità e la completezza delle opere presenti sul nostro territorio, per il fatto di essere un fronte in alta quota, con montagne arditissime e cime che raggiungono i quasi quattromila metri di altezza; e infine per il fatto di avere il forte di Montecchio Nord, la fortezza della prima guerra mondiale meglio conservata in Europa”.

grande guerra lombardiaFotografie e documenti d’archivio, immagini mozzafiato delle nostre bellissime montagne, le ricostruzioni, le citazioni di scrittori e gli stralci delle lettere dei soldati, inseriti all’interno del documentario accanto alle spiegazioni didattiche, accompagnano lo spettatore alla scoperta di quello che resta dei cosiddetti “fronte nord” e “fronte della guerra bianca”.

Il primo è il fronte italo-svizzero che ha avuto solo funzione di difesa e forse proprio per questo vi si possono rintracciare manufatti ancora presenti e ben avvicinabili. I più evidenti sono il forte di Fuentes di cui oggi restano le antiche rovine e il già menzionato forte di Montecchio Nord, ma sulle nostre montagne si possono ancora trovare pure i resti delle strade militari, delle gallerie di mina, delle trincee, dei villaggi militari, oltre ai resti delle fortificazioni, visitabili ad esempio in alta Valtellina.

Dove invece si è combattuto per davvero è il fronte italo-austriacopolano che si estende dal passo dello Stelvio fino alle sponde del Lago di Garda: una zona di combattimento forse insolita per i nostri giorni, ma niente affatto per le dottrine militari dell’epoca, secondo le quali il controllo delle cime determinava il dominio delle zone sottostanti. Attraverso le immagini del film si è potuto davvero percepire l’enorme sforzo degli eserciti di entrambe le nazioni che ha comportato il presidio costante delle vette. Le condizioni atmosferiche estreme, l’ambiente ostile e un territorio di difficilissima gestione hanno fatto spesso passare in secondo piano la lotta tra nemici rispetto a quello che si può definire una vera e propria lotta con la montagna.

Un progetto dunque questo che “regione Lombardia ha sostenuto e sponsorizzato – sottolinea Cristina Cappellini, assessore regionale alle culture, identità e autonomie – e che si vuole diffondere tra i giovani e nelle scuole, per la sua capacità di ripercorrere un pezzo importante della storia attraverso dei luoghi a noi familiari”. “Parlare di memoria ma anche di presente e parlare delle montagne dove ancora si vedono i segni della guerra” aggiunge Claudia Sartirani, il produttore esecutivo.

Manuela Valsecchi

 

 

 

 

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