LA PROVINCIA NON HA SOLDI
NAVA CHIEDE UNA MANO
AI PARLAMENTARI LECCHESI

parlamentari-villa-locatelli2LECCO – La Provincia di Lecco chiede aiuto al Parlamento per continuare a sopravvivere. “La manutenzione delle strade e il riscaldamento sono a rischio. Non abbiamo più soldi”. Daniele Nava, presidente dell’ente, non usa mezzi termini per descrivere la situazione economica. E per farlo questa mattina ha invitato a Villa Locatelli i parlamentari del Lecchese per chiedere una mano in un momento di crisi. Dal Senato della Repubblica è arrivato Paolo Arrigoni, Lega nord, mentre dalla Camera dei deputati sono tornati a Lecco Gianmario Fragomeli e Veronica Tentori, Pd, e Raffaello Vignali, Pdl. Assente all’incontro Michela Vittoria Brambilla, deputata pidiellina.

“Voglio ricordare che la maggior parte delle spese della Provincia serve a garantire i servizi ai cittadini – spiega Nava –. Con l’ultimo decreto subiamo un taglio di 911mila euro che si vanno a sommare ai nove milioni venuti a mancare negli ultimi quattro anni”. A dare man forte al presidente è l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Simonetti. “In questo momento non siamo in grado di procedere agli appalti per lo sgombero della neve in vista del prossimo inverno il cui costo è di un milione di euro – afferma –. Non possiamo nemmeno accedere all’appalto sul riscaldamento per 16 scuole e 20 edifici istituzionali. Non possiamo riscaldare gli istituti, dove ogni giorno studiano e lavorano 13mila persone”.

I politici lecchesi però non stanno con le mani in mano: c’è infatti un decreto già pronto che andrebbe a ridefinire i criteri con cui verrà ripartito il taglio degli enti locali. “Verranno sbloccati 40 miliardi di euro per il pagamento delle imprese che hanno i debiti con la pubblica amministrazione – spiega Vignali –, inoltre ridefinisce anche i criteri con cui verrà ripartito l’ultimo taglio di un miliardo e 200mila euro tra gli enti locali”. Il parlamentare del Pdl analizza i costi delle amministrazioni provinciali. “La spesa per la macchina provinciale è meno dello 0,5% – spiega –, il resto va tutto per i servizi ai cittadini. Se chiudessimo le province l’Italia risparmierebbe 58 milioni, ma poi i quasi 12 miliardi di costi resterebbero e dovrebbe sorbirseli un altro ente”. Vignali propone di trattare ogni provincia separatamente. “Per gestire i tagli bisogna tenere conto di varie caratteristiche come freddo e neve – continua –, qua al nord abbiamo più spese per queste tipologie rispetto ai paesi del sud”. I tagli vengono effettuati sulla base dei consumi che comprendono la spesa per la formazione professionale, il trasporto pubblico locale e il costo dello smaltimento dei rifiuti per Napoli e Caserta. “Risolvendo a parte la questione dei rifiuti – spiega Arrigoni – ne beneficerebbero tutte le province italiane così Lecco potrebbe recuperare fino a 600mila euro. I tagli non sono tollerabili e dobbiamo cercare di scongiurare i disservizi. Ricordo che la Provincia di Lecco ha 61 milioni di euro, ma che a causa del Patto di stabilità non può spendere”.

Fragomeli sostiene che questo sia un “taglio impossibile da accettare in un anno, ma ora bisogna capire come si può aiutare lo stesso il territorio, quindi lavoreremo per cercare di preservare i servizi indispensabili”. Tentori non vuole “fare passare il messaggio che l’ente possa essere fatto morire di asfissia: si pensa che la Provincia sia inutile, ma di fatto bisogna capire che questi soldi sono molto utili per il territorio”.

Fabio Landrini

 

 

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