L’ASILO SI SPOSTA SUI SOCIAL.
LE MAESTRE SEMPRE PRESENTI
PER I BAMBINI E LE FAMIGLIE

Inizialmente sono state le telefonate a “tenere il filo” di una relazione che si era improvvisamente interrotta. In seguito, anche per poter comunicare in modo più immediato con i bambini, è iniziato uno scambio di comunicazioni multimediali molto intenso. Anche in questo periodo servizi per la prima infanzia hanno infatti continuato a inviare proposte di gioco e di attività da fare a casa con i bambini via whatsapp ai genitori e a renderle disponibili sulla pagina Facebook del centro per le famiglie: “Le idee che proponiamo – spiegano la coordinatrice e le educatrici – sono realizzabili con materiali di uso domestico facilmente reperibili in casa, si va dalla classica pasta di sale, ai suggerimenti su come costruire un percorso psicomotorio in casa, ad alcune idee su come giocare in modo creativo con i colori, con i travasi o su come organizzare la caccia alle uova di Pasqua…”

Parallelamente le educatrici realizzano per i bambini del loro gruppo di riferimento dei video personalizzati: filmati in cui si leggono libri, si cantano le loro canzoni preferite, si mandano affettuosi saluti e si ricordano i piccoli segreti, patrimonio di ogni piccolo gruppo. La comunicazione è divenuta sin dall’inizio circolare, i servizi inviano delle proposte e le famiglie e i bambini rispondono, con gratitudine, con emozione, ricambiando l’affetto e condividendo parte della propria vita quotidiana.

“Grazie! D. è così felice”, “vi mando il video dell’emozione di C. quando vede il video della sua educatrice, lo rivede 100 volte al giorno!”, sono solo alcuni dei messaggi che arrivano alle educatrici dai genitori, che ugualmente accolgono con emozione il materiale condiviso: “Che commozione, grazie mille… non ce lo aspettavamo”, “Grazie mille davvero! Ci avete fatto ridere e piangere di gioia! Le abbiamo riguardate infinite volte”; “Grazie per questi messaggi che sappiamo essere prima di tutto messaggi di cuore e di speranza!”; “Mi batte forte il cuore ogni volta che vi vedo io, non oso immaginare i bambini. Se vedeste la faccia di G. ogni volta. Le ho stampato il frame del video e appeso in casa! Vi vogliamo bene! Tanto”; “Grazie maestra M, grazie amica M.!”; “Grazie per la vicinanza che ci dimostrate in questo periodo. Il lavoro che state facendo in questi giorni è ammirevole e anche il fatto che volete sentirci e sapere come stiamo ci fa emozionare”; “Vi ringrazio per il vostro affetto e la vostra preziosa vicinanza!”; “Siete veramente capaci di far sentire l’amore ai bambini anche a distanza”.

Le proposte che vengono condivise, attraverso WhatsApp o sulla pagina Facebook del Centro per le Famiglie Dire fare, giocare, che funge da pagina di riferimento in questa fase, non hanno un carattere prescrittivo, sono piuttosto un mezzo per far conoscere alcune delle attività che i bambini sono soliti svolgere e servono anche a stimolare e dare spazio alla creatività e alla partecipazione dei genitori. L’intenzione è infatti quella di fornire un segno tangibile di presenza, un incoraggiamento e un messaggio di disponibilità e di vicinanza a tutta la città.

In questo momento i bambini assorbono anche le paure e le preoccupazioni che sentono intorno a loro – raccontano la coordinatrice e le educatrici -, hanno vissuto una brusca interruzione delle loro relazioni e della quotidianità, sono privati della possibilità di stare all’aperto e in alcuni casi sono costretti in spazi molto piccoli e a volte condivisi con membri della famiglia con esigenze differenti”. Per questo le educatrici raccolgono dal confronto con le famiglie le loro fatiche e quelle dei bambini, pensano e creano strumenti che non diano soluzioni, ma siano un aiuto all’espressione e all’elaborazione delle emozioni.

Un frutto di questo scambio sarà “fiaba a specchio”: specchiandosi nella storia, rivedendo nei suoi personaggi e nelle emozioni descritte i propri vissuti, verranno sollecitate risorse interne per far fronte alle difficoltà di questo momento… Questa fiaba si inserirà nel progetto “incorona momenti”, un progetto di fotografia sociale e narrativa nato da un’idea creativa e di speranza nel territorio lodigiano e che sarà ospite del festival della fotografia etica 2020. Il Progetto si articola in due azioni specifiche rivolte ad adolescenti e adulti “Incorona momenti” e a bambini e  famiglie “C’era una volta una corona magica”. Lo scopo del progetto è quello di condividere e valorizzare le esperienze di chi sta vivendo il cambiamento della vita quotidiana a seguito della pandemia del virus Covid 19 promuovendo consapevolezza, resilienza sociale e spirito comunitario.

Per restare aggiornati su questa e sulle altre nuove attività dei servizi di prima infanzia del Comune di Lecco, è possibile consultare la pagina Facebook del centro per le famiglie Dire, fare, giocare a questo indirizzo.

 

 

Pubblicato in: Giovani, Città Tags: 

Condividi questo articolo

Articoli correlati