LECCO: ‘COVID’ E ‘CULTURA’
LE PRIME CAUSE DEL CROLLO
NELLA QUALITÀ DELLA VITA.
INUTILE ‘RICCHEZZA’ AL TOP

LECCO – Un anno in discesa per Lecco, ma non nel senso positivo del termine: la classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita in Italia ha posizionato la città manzoniana al 49° posto, 19 gradini più sotto rispetto al 2019, mettendo nero su bianco i tanti aspetti negativi su cui bisognerà lavorare.

Andando ad indagare la cause del crollo, si vede come Lecco sia migliorata in una sola area tematica (ricchezza e consumi), mentre ha perso punti nelle restanti cinque. Impossibile non associare questo fenomeno alle difficoltà riscontrate con l’emergenza sanitaria, che ha colpito in modo più grave determinate zone del Paese. Questa tesi è sostenuta dal fatto che quasi tutte le città del nord Italia (Lombardia in particolare) abbiano subito un brusco calo in classifica: la stessa Milano, in prima posizione nel biennio 2018-2019, è oggi “solo” 12ª.

“Giustizia e sicurezza” è la macro area in cui Lecco si è posizionata più in alto, 28ª, comunque in peggioramento rispetto alla ventesima piazza dello scorso anno. A incidere positivamente sul risultato è il buon indice di litigiosità, 4° in Italia.

Siamo 33esimi i (23° nel 2019) invece per quanto riguarda la sezione “Ambiente e servizi“, dove, tra l’altro, tocchiamo il terzo gradino del podio per la presenza di enti in cui è attivo il servizio Pago Pa. Bene anche nelle “Riqualificazioni energetiche degli immobili” (17°) e nel “Tasso di motorizzazione” (22°), mentre spiccano in negativo il basso numero di Pos attivi (93° nel Paese) e soprattutto i “Fondi europei 2014-2020 per l’Agenda digitale”, che ci valgono la penultima posizione. 

34° posto in “Ricchezza e consumi” con ben tre parametri tra i top ten italiani: si tratta di “Fatture commerciali ai fornitori oltre i 30 giorni” (4°), “Depositi bancari” (7°) e “Pensioni di vecchiaia, settore privato” (9°). 

I dati dolenti riguardano invece le altre tre categorie, in cui ci piazziamo al di sotto della media nazionale.

Nonostante il terzo posto nella diffusione del reddito di cittadinanza e il sesto nel numero di imprese che fanno e-commerce, nell’area “Affari e lavoro” Lecco non supera la 53ª posizione, due balzi più sotto rispetto allo scorso anno. I punti critici riguardano i dati sulle imprese femminili (98° in Italia) e sulla cassa integrazione ordinaria autorizzata (106°).

La 66° piazza in “Demografia e società” è frutto invece dei tanti casi Covid ogni mille abitanti (83ª città in Italia), di un alto tasso di mortalità (98°) e dei pochi medici di medicina generale (104°). Positivo invece il dato sul consumo di farmaci per asma e BPCO (4°) e per il diabete (13°).

La voce più critica arriva dall’89ª posizione in “Cultura e tempo libero, ben 30 gradini sotto alle ultime analisi. In particolare occupiamo le ultimissime piazze per numero di piscine (103°), offerte culturali (104°), ristoranti (105°) e librerie, in cui ci guadagniamo le classiche “orecchie da asino” per l’ultimo posto in Italia.

 

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