LETTERA/CASAPOUND E MIMETISMO
“OVVERO I FASCISTI IN PIAZZA
E I DEMOCRATICI NON SAPEVANO?”

LETTERALECCO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un cittadino che nel pomeriggio di domenica si è imbattuto in un gazebo di Casa Pound attorno al quale uno sparuto gruppetto di fascisti volantinava per raccogliere cibo per le famiglie italiane.

Chi scrive riflette sull’opportunità dei movimenti neofascisti di mimetizzarsi, pur non celando il proprio legame ideologico. E chiede all’amministrazione democratica guidata da Virginio Brivio le motivazioni che hanno portato a concedere all’associazione i permessi per manifestare nel capoluogo.

Il mimetismo è una strategia spesso usata nel regno animale come tattica di difesa o anche di attacco. Tuttavia il mimetismo è usato con una certa efficacia anche al di fuori del mondo animale, per confondere le acque e far passare una cosa per un’altra. Allora bisogna che si faccia lo sforzo di chiamare le cose col loro nome e insegnare a riconoscere una certa identità politica anche al di sotto dei travestimenti vari di cui si può ricoprire.

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Chi nel pomeriggio di oggi si fosse trovato a passeggiare per il centro di Lecco, nei pressi di Piazza Garibaldi, si sarebbe imbattuto in un gazebo decorato con vari tricolori e con le bandiere rosse, bianche e nere con la tartaruga stilizzata , simbolo di Casa Pound Italia.

Con il pretesto di raccogliere cibo per dare aiuti alle famiglie “italiane “ in difficoltà, tre o quattro giovanotti distribuivano volantini ai passanti. Niente di strano. Eppure allora perché si percepiva un’innegabile tensione, perché la presenza della polizia e diverse decine di giovani contrapposti ai militanti di Casa Pound?
Perché le cose a volte non sono come sembrano, per via del mimetismo di cui sopra.
Perché al di sotto della vernice di solidarietà sociale, di attenzione alle problematiche popolari, Casa Pound è un’organizzazione innegabilmente fascista.

Lo scrivono nella presentazione che trovate nei loro siti internet “Casa Pound Italia non è un partito politico, ma una associazione che si propone di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio”, hanno il nome di Mussolini come di altre figure ispiratrici della destra italiana dipinto a grandi lettere sul muro della loro sede di Roma e di quando in quando, nella migliore tradizione dello squadrismo fascista di sempre, brutale e picchiatore, mettono da parte la facciata di bravi ragazzi e tirano fuori spranghe e catene.

Come è successo pochi giorni fa, il 29 Gennaio, quando militanti di Casa Pound Napoli hanno aggredito gli studenti del collettivo antifascista del liceo Elio Vittorini colpendoli con martelli, mattoni e altre armi, provocando a due ragazzi due traumi cranico facciali, ferite e contusioni al volto e sulla testa per un totale di quasi 20 punti di sutura.

casapound lecco fascisti 2Del resto non servono i ritratti di Mussolini per capire cosa sono in realtà: il loro programma è imbevuto di nazionalismo e razzismo, tratti distintivi dell’ideologia fascista che bene conosce questo paese.
Allora però molte cose non si capiscono.

Non si capisce come sia possibile che in un paese dove dovrebbe esistere, teoricamente, il reato di apologia di fascismo , Casa Pound possa esistere e continuare ad aprire sedi oppure come sia possibile che quando Casa Pound scende in piazza la polizia chieda i documenti e impedisca di volantinare non a loro, ma agli antifascisti presenti, come è successo oggi a Lecco.

Ma soprattutto, come è possibile che una giunta comunale che ama presentarsi come “democratica” come quella di Brivio, conceda ai fascisti un regolare permesso di occupazione di suolo pubblico?

Non vengano a dirci che non lo sapevano, perché si presuppone che chi ha scelto la politica come impegno, quattro nozioni basilari le abbia, perché allora si tratterebbe o di cialtroneria o di cattiva fede.

E non vengano neppure a giustificarsi dicendo che la democrazia prevede che tutti, ma proprio tutti, possano esprimere la propria opinione perché il fascismo non è un opinione, è un reato, ed il fatto che il fascismo debba tacere è precisamente la condizione affinché ci possa essere una qualche forma di democrazia e di libertà, come sa bene chi ancora si ricorda di come era l’Italia fascista, al cui patrimonio quelli di Casa Pound si ispirano.

Allora la domanda all’amministrazione comunale resta: come mai i fascisti di Casa Pound oggi erano li?

Lettera Firmata

 

 

 

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