LETTERA/”LIBRI SCOLASTICI:
COME ALLEGGERIRE LA SPESA
DELLE FAMIGLIE”

LECCO – In questa lettera Paolo Trezzi, genitore e anche animatore politico-culturale lecchese, propone una best practice, ossia alcune modalità, fattibili a breve termine, per riuscire a contenere la spesa dei libri scolastici. Ne parla ora, chiamando in causa il Comune di Lecco, per avere davanti tutto il tempo necessario al progetto prima dell’inizio del prossimo anno scolastico.

Trezzi si rifà alle esperienze dell’istituto Bertacchi e propone in aggiunta l’acquisto diretto verso gli editori, creando un gruppo di acquisto solidale cittadino e l’uso di materiale assemblato dai docenti.
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Caro Direttore,

Da ormai tre anni il Comune non contribuisce più all’acquisto dei libri scolastici per le famiglie meno abbienti.

libraryIn attesa che lo faccia – come per tutto il resto – a ridosso della campagna elettorale, il problema non può essere eluso. Va quantomeno affrontato, rimesso sul piatto.

Il Comune, nella sua infelice e modesta gestione del settore dell’Istruzione, un assessorato tra i più imbarazzanti di tutta la Giunta, non ha provato nemmeno a stimolare l’esperienza ormai diffusa del Progetto Book in progress – una modalità di condivisione del materiale scolastico prodotto dagli stessi insegnanti al posto dei più costosi libri di testo – facendosi da coordinatore tra le varie scuole.

L’esperienza più volte suggerita e per altro in parte praticata con successo dall’Istituto Bertacchi sembra non essere nei compiti del Comune.

Lui si limita a tagliare le risorse, ad aumentare le tasse e cincischiare con la mensa scolastica…

Questo lassismo mi spinge a chiedere e proporre direttamente ai singoli Istituti scolastici, ai loro Consigli, composti da personale scolastico e genitori, di non eludere, almeno loro, il tema del caro libri e di pensare, per tempo, possibili soluzioni.

Per esempio quella, appunto, del book in progress che è una valorizzazione del ruolo e delle competenze del docente ma anche cercare di coordinare gli stessi, per Istituito comprensivo ed, ancor meglio, in un ottica più allargata di scuole della città, per individuare testi il più possibile uguali, condivisi e, comunque, con la finalità di provare a ordinarli direttamente alla Casa Editrice a fronte di un sensibile sconto.

Parte del quale potrebbe, perchè no, tenerlo la stessa scuola per le attività didattiche ed extracurricolari oggi immancabilmente sostenute economicamente dalle famiglie.

Bisogna mettere le Case Editrici in competizione, creare Gruppi di Acquisto Solidali tra scuole per concretizzare il risparmio.

Gli aspetti organizzativi e gestionali – non insormontabili – si possono strutturare in un percorso semplice di condivisione per rendere reale l’impegno di tutti, in primis della scuola, così da alleviare, per almeno un poco, la crisi economica che da anni sta attanagliando sempre più le famiglie.

Quali sono gli ostacoli, reali e non personali, che vietano di provare?

Chi è il primo Dirigente, docente a tirarsi indietro? E quello a farsi avanti?

Paolo Trezzi

 

 

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