LEUCI: SITUAZIONE SOSPESA. “ALMENO CI SIAMO PARLATI”

striscione leuciLECCO – Mancano pochi giorni alla chiusura, ma i dipendenti della Leuci continuano nella loro battaglia. “Almeno ci siamo parlati”. È il commento di Germano Bosisio, rappresentante sindacale dell’azienda, dopo l’incontro di oggi pomeriggio negli uffici della Provincia di Lecco insieme ai rappresentanti della proprietà, di Confindustria Lecco e delle istituzioni. La fabbrica di lampadine è una delle ultime aziende storiche di Lecco e il 31 marzo chiuderà i battenti, ma i lavoratori stanno cercando in tutti i modi di difendere il proprio posto.

Due settimane fa i rappresentanti dei 93 dipendenti avevano interrotto le trattative sindacali con la proprietà, mentre ora sono ritornati a parlarsi. “Noi chiediamo sempre di avere un anno di contratto di solidarietà – spiega Bosisio germano bosisio– fondamentale per poter dare respiro a noi e all’azienda portando avanti il progetto della Cittadella della luce. I legali della Relco group di Giuliano Pisati invece vogliono concederci la cassa integrazione per cessazione attività solo per pochi mesi”. Non solo, i rappresentanti di via XI febbraio hanno anche chiesto di poter sbloccare gli stipendi del mese scorso, non ancora intascati, e di poter riaprire i cancelli, visto che da martedì scorso i dipendenti sono in ferie forzose.

A mediare tra le parti si sono trovati Giorgio Airoldi, responsabile dell’area relazioni industriali di Confindustria Lecco, Antonio Conrater, assessore provinciale ai Servizi alla persona, e Armando Volontè, assessore comunale allo Sviluppo economico e alle attività produttive. “Non è solo una battaglia per noi – dichiara Bosisio –, ma per tutto il territorio. La Leuci è una realtà storica della nostra provincia ed è un simbolo per le aziende di Lecco”. I quasi cento dipendenti, insieme alle loro famiglie, ora attendono che anche le istituzioni riescano a mediare con la proprietà per poter avere un barlume di speranza in più sul futuro.

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