L’OPINIONE: “SOLDI DI TUTTI
E PRIVILEGI DI QUALCUNO”

Cara Lecconews, Tanti soldi, poca resa. Collettiva.

C’è pronto oltre un milione di € pubblici per associazioni sportive, culturali e esercizi commerciali per sostegni Covid da parte del Comune. A fondo perduto.

Un migliaio di € a testa. Con tutta l’aria di contributi a pioggia, soldi che non svoltano nulla ma che sottraggono risorse a progetti di tutti.
Al posto di chiederli ai propri soci, tesserati, clienti, gli diamo quelli di tutti. Ma solo ad alcuni.

E per cosa? Per pagare, solo a loro, i dispositivi per il Covid, che ognuno di noi ha invece pagato di tasca propria

Altri soldi poi per far le loro attività, così falsando la concorrenza con altri che non partecipano alle mance.
Magari pure dopo anni che si fan cofinanziare progetti. Coi soldi di tutti.

Idem le attività sportive.
Si dan mance da 100.000 euro e da anni piove dentro la palestra del Bione, i giochi nei parchi non sono inclusivi e le sale del Belgiojoso son sbarrate per rischio crollo…

E si metton sul piatto soldi, oltre un milione di euro, dove ci si tuffano anche esercizi commerciali e bar.

I primi han aumentato i prezzi, i secondi oltre a questi, pure, quello che prima era spazio pubblico.
E ora non più.

Piazze, marciapiedi, posti auto, a gratis. Così un po’ da piangina, un po’ da privilegiati.

Perché alcuni mettono i tavolini per file e file nelle piazze sottratte ai cittadini, altri non possono metter nemmeno il porta ombrelli fuori la porta. Una bella concorrenza sleale.
Poi magari son gli stessi che gli anni scorsi facevan soldi a sacchi.

Creare servizi pubblici per tutti, aumentarne l’offerta, sistemare il Bione, promuovere attrazioni turistiche, incentivare i cittadini a uscire attraverso iniziative pubbliche, sostenere maggiormente ed equamente questi ultimi in base al reddito, porta una ricchezza più diffusa e non discriminatoria che la mancia a qualcuno e a altri, arbitrariamente, no?

Forse è doveroso che, a chi chiede e ottiene contributi con i soldi di tutti, sia chiesto il bilancio non solo del 2020 e, tramite il sito del Comune, sia pubblicato.

 

Paolo Trezzi

 

 

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