“L’ORCO DELLA SANITÀ
NON È QUELLO PUBBLICO”

Cara Lecconews, 

Prima si parlava h24 di runner e dai balconi era caccia all’orco, il runner che correva, poi è stato il turno del vicino che portava a pisciare il cane.

L’orco è sempre un buon modo per convincere la gente. Oggi è il non vaccinato.
Basta parlarne h24.

Ma anche il vaccinato, se manifesta per i Diritti, magari a Trieste, magari in 100 piazze, magari sui social.
L’orco h24.
Il loop che ci basta: orco, orco, orco.

E intanto non si sa nulla non delle cure domiciliari, delle scelte degli altri Paesi, delle autopsie non effettuate, del numero delle reazioni avverse, dell’immunità di gregge sempre più spostata in avanti, no chisse…

Quello che non si sa e che sarebbe ora di sapere da Governo e media è se il nostro disastrato servizio sanitario nazionale lo rinforziamo finalmente, dopo averlo, in questi decenni, tagliato, ritagliato e tagliato ancora – miliardi, ospedali, personale e posti letto – o se daremo ancora brioches e pappa ai privati.

Tra 2010 e 2019 sono stati chiusi 173 ospedali e 837 strutture di assistenza specialistica ambulatoriale. Il personale sanitario è diminuito di 42mila unità. 37 sono i miliardi tagliati dai vari governi alla sanità pubblica, 37!!!

Forse si muore in silenzio e non di solo Covid soprattutto per questo, o no?

L’incidenza del settore privato è cresciuta e questo Governo, sì questo, dopo tutto questo, ha già programmato di tagliarne altri 6 per il 2022/2023.

Dovremmo preoccuparci di ciò, se vogliamo un futuro, non di orchi inventati o punire chi esercita un diritto.

Conta avere regole o regole di buon senso?
Conta che tutti la vediamo allo stesso modo e che pur di arrivarci vale tutto?

Paolo Trezzi

 

Pubblicato in: Lettere a LeccoNews, lavoro, politica, Sanità, Covid-19, Città Tags: 

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