L’UOMO GIUSEPPE BADONI:
MOSTRA NON SOLO D’ARCHIVIO
SULL’INDUSTRIALE LECCHESE

LECCO – “Un archivio in-vita: famiglia e lavoro nelle carte di Giuseppe Riccardo Badoni” un percorso espositivo che racconta la storia di un uomo, di una famiglia e di un’azienda che ha reso grande il territorio lecchese nel mondo. La mostra del politecnico di Lecco insieme alla famiglia Badoni è curata da Francesca Brambilla con Marta Badoni, ed è stata realizzata grazie alla collaborazione del Comune di Lecco, del Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano e di Confindustria Lecco e Sondrio e con il supporto di API Lecco, Confartigianato Imprese Lecco, Fiocchi Munizioni S.p.A., Gruppo Censeo s.r.l. e Cartiera dell’Adda s.r.l..

Un archivio in-vita offre ai visitatori un punto di vista privato e familiare sulla storia dell’azienda Badoni attraverso la vita degli uomini che vi hanno partecipato. Testimonianze, particolari e aneddoti che raccontano le vicende salienti di un’azienda straordinaria, sottolineando allo stesso tempo lo stretto legame con un territorio ricco di esempi di imprenditoria di alto livello. Lecco e le sue aziende, la tradizione e la lungimiranza, il passato che si dissolve in un futuro fatto di scommesse e cambiamenti dove la costante rimane la voglia di mettersi in gioco e di rimboccarsi le maniche per affrontare il presente da protagonisti.

“L’idea di questo progetto è nata quasi per caso in occasione di un incontro con Marco Bocciolone,
Francesca Brambilla e Marta Badoni – dichiara Manuela Grecchi, prorettore delegato del Polo
territoriale di Lecco – Nel raccontare alcuni episodi relativi alla vita del papà Giuseppe Riccardo,
Marta mi mostrò alcune fotografie e documenti tecnici dell’archivio di famiglia. Ne fui rapita. Era
impossibile non percepire la ricchezza di un patrimonio così denso di storia, valori, territorio e innovazione. La prospettiva di trasferire gli archivi della ditta Badoni all’edificio dell’ex maternità del campus era già in essere – continua il prorettore – e quindi quale occasione migliore di una mostra per cominciare a riportare alla luce questa meravigliosa realtà. Il territorio lecchese oggi vanta eccellenze in ambito nazionale e internazionale che, forti di una radicata tradizione industriale, hanno saputo rinnovarsi e trovare lo slancio per rendersi competitive anche oltre confine. Ritengo quindi doveroso valorizzare la storia di un uomo che senza dubbio è stato un protagonista del nostro passato, ambizioso e lungimirante, precursore di innovazione e che sono certa possa essere di ispirazione per i nostri giovani”.

L’archivio familiare è il vero filo conduttore della narrazione che si svolge all’interno del campus del Polo territoriale di Lecco. La natura del campus universitario, animato ogni giorno da circa mille studenti e gli spazi comuni a disposizione della mostra, hanno determinato la modalità di allestimento. Si è preferito tralasciare l’esposizione di delicati documenti storici da proteggere sotto teca, consuetudine che accompagna le più tradizionali esposizioni archivistiche, e privilegiare un
allestimento suggestivo più adatto al contesto. In mostra vi sono grandi riproduzioni, oggetti personale, filmati storici, fotografie, materiale promozionale della Badoni e un’importante carrellata di interviste fatte agli ex dipendenti della Badoni stessa. A completare l’esposizione una APP per grazie alla quale è possibile visualizzare il modello 3D del Viadotto Italia, il ponte sul fiume Lao costruito dalla Antonio Badoni s.p.a. nel 1966. L’APP BAdoniAR, compatibile con i sistemi operativi iOS e Android, è stata realizzata dal prof. Mario Covarrubias del Dipartimento di Meccanica del Politecnico.

“La sfida del progetto” – spiega Francesca Brambilla curatrice della Mostra – “è stata quella di rendere fruibile un patrimonio archivistico fatto di piccoli documenti cartacei. La richiesta da parte del Politecnico è stata quella di scrivere un prologo personale e familiare alla scena che verrà  rappresentata nei prossimi anni quando, i documenti conservati e mai mostrati nell’Archivio tecnico della Badoni spa, diverranno finalmente consultabili. Solo dopo mesi di studio di due Archivi, uno donato ai Musei di Lecco dalla famiglia nel 1998 e uno personale custodito a casa, abbiamo capito quale storia raccontare. La genesi è stata lunga. Storyteller è stata Marta, mia prozia, che, ai ricordi personali, documenti e fonti, ha aggiunto la sua professionalità (è medico psicanalista da oltre 30 anni) raccontando la storia di un padre, di un uomo, di un imprenditore illuminato. Per
l’allestimento abbiamo voluto “stressare” il concetto di archivio. La storia che raccontiamo si sviluppa su grandi faldoni di cartone e lungo scaffalature lineari, entrambi elementi portanti di ogni archivio. A supporto della mostra un catalogo, anch’esso simulacro di una cartella d’archivio, e un sito internet sul quale abbiamo deciso di rendere fruibili e scaricabili alcuni documenti appartenenti all’Archivio personale. L’obiettivo del sito, contenente documenti, foto d’epoca, filmati storici e molto altro, è quello di restare in vita: alimentarsi anche nel prossimo futuro con la documentazione dell’archivio tecnico che presto diverrà del Politecnico”.

“La drammatica fine della ‘Badoni’ negli anni ’90 – dichiara Marta Badoni – ha innescato nella
città un processo di oblio tale da rischiare di rimuovere, assieme alla delusione, anche la ricchezza di idee, di lavoro, di impegno delle persone che nella ‘Badoni’ hanno speso la loro vita. Eppure è bastata una scintilla, il progetto di riportarne gli Archivi al Polo lecchese del Politecnico di Milano, per innescare un fuoco di ricordi. È toccato a me, ultima figlia di Giuseppe Riccardo, di affiancare Francesca Brambilla, mia pronipote e curatrice della mostra, nell’impresa di vegliare che il fuoco riscaldasse senza bruciare. Ho cercato di dare un’immagine viva di mio padre, filtrata dai miei ricordi, dall’abitudine professionale a fare i conti con le emozioni, ravvivate in questo caso da una miriade di fonti, tra cui un prezioso diario scritto nei primi anni del ‘900, da un padre allora non ancora ventenne. Non posso che augurarmi che il lavoro sia solo agli inizi e che gli archivi trovino davvero vita”.

“Il nome della famiglia Badoni, a Lecco ma non solo, evoca per tutti la grande tradizione industriale di cui “la Badoni” è appunto una delle icone, in un territorio dove la lavorazione del ferro si intreccia indissolubilmente con il suo destino – sottolinea il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Lorenzo Riva. Negli anni in cui Giuseppe Riccardo Badoni dava sviluppo alle sue idee e all’attività della sua fabbrica, in tutto il lecchese ferveva un mondo fatto di piccole e grandi realtà produttive. Ognuna di loro è stata senza dubbio essenziale per la crescita del sistema produttivo locale, ma alcune di esse hanno lasciato un segno particolarmente profondo, hanno fatto da esempio e da traino per le aziende meno strutturate e hanno portato nel mondo il nome della nostra Città. Confindustria Lecco e Sondrio è stata sin da subito fra i sostenitori della Mostra, convinta si tratti di un dono dal valore inestimabile, non solo perché è traccia ancora viva della nostra storia, ma perché è anche guardando agli esempi come quello di Giuseppe Riccardo Badoni che possiamo meglio affrontare periodi complicati”.

La mostra rimarrà esposta fino al 28 giugno 2019 secondo i seguenti orari: dal lunedì al venerdì 9-18, sabato 9-17; sito web www.archivibadoni.polimi.it

 

 

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