L’URLO/”VALSECCHI NON È
UN PIRLA, SPERIAMO TORNI
TRA NOI COMUNI MORTALI”

Suona oggi come una lugubre minaccia, una sorta di maledizione d’altri tempi, quando l’allora portavoce di Appello per Lecco intimò all’Impresa Carsana di rinunciare al suo diritto di fare ricorso contro l’esclusione dal bando di gara per la ri-assegnazione dei lavori di piazza Affari a Lecco. “Ha già avuto tanto da Lecco”, disse Corrado Valsecchi, pilastro della maggioranza del sindaco Virginio Brivio e da cui dipendeva il presidente della commissione Urbanistica del Comune, Alberto Invernizzi, eletto nelle file del movimento-lista civica.

Un messaggio così chiaro e diretto, che se fosse stato fatto in un Comune del Sud Italia si sarebbe guadagnato un bel titolo d’apertura di qualche quotidiano nazionale. Così la storica impresa edile lecchese fece, forse per la prima volta nella sua storia, un passo indietro. La fine dell’Impresa Carsana, dopo un paio d’anni è nota, una crisi irreversibile, sfociata in una richiesta di concordato, 150 dipendenti a cercare lavoro.
L’estremo attivismo civico/mediatico di Appello per Lecco e del suo rappresentante non si fermò lì, proseguì con i restauri delle statue e delle fontane, annunciati prima di essere fatti, ri-annunciati mentre si facevano, di nuovo annunciati una volta conclusi i lavori, ma questa volta in pompa magna con tanto di banda e autorità pubbliche.

Che dire della intricata vicenda dell’Isola Viscontea? Il recupero e l’abbandono, lo scambio di accuse tra Valsecchi e la proprietà? E poi la nomina rivendicata da Appello per Lecco dell’amministratore Unico di Linee Lecco, e i bilanci in attivo annunciati prima che finisse addirittura l’anno solare, la soppressione del corse per intere giornate e… chi più ne ha, più ne metta.

valsecchi brivio brindisiMa nulla poteva far prevedere cosa sarebbe successo all’indomani delle elezioni, con la conferma di Virginio Brivio a sindaco di Lecco e l’ingresso in giunta di Corrado, pronto a rinunciare al proprio lavoro manageriale nella società appaltatrice dal Comune del servizio di pulizia urbana e comunque prossimo alla pensione. Immediate le dimissioni anche da portavoce di Appello per Lecco per dare spazio a una giornalista free lance trapiantata a Lecco e molto poco conosciuta in città, figura ideale per chi non vuole essere offuscato nemmeno un poco.

Nominato assessore ai Lavori pubblici, il buon Valsecchi non è riuscito più a contenersi, la delega si è allargata ad ogni tema di interesse dell’amministrazione comunale ed oltre, tant’è che qualcuno si è chiesto se in effetti servissero anche i colleghi di giunta, non certo il sindaco che nel suo ruolo di padre nobile, lascia fare e strafare al suo pupillo/carceriere in perfetta sindrome di Stoccolma.

corrado valsecchi

E così i lecchesi scoprirono cosa fosse la “programmazione manutentiva”, il “cambio di passo”, il “volontariato dei profughi”, la sponsorizzazione di una concessionaria di automobili per il restauro del monumento ad Alessandro Manzoni.
Scoprirono, soprattutto, che prima di Corrado Valsecchi regnava il nulla.
Cosa che, diciamolo sottovoce, se ci fosse stato un sindaco con un minimo di amor proprio, dopo la centesima dichiarazione del Vasecchi sull’incapacità assoluta di amministrare la città dimostrata dalla prima giunta Brivio, lo avrebbe mandato a quel paese senza pensarci due volte.

Di sicuro il Valsecchi è riuscito a battere in protagonismo persino Fabio Dadati quando era in Provincia, non certo un buon auspicio vista la fine che gli fecero fare i suoi colleghi di partito. Pensate, c’è chi sussurra che la luce della suo ufficio sia accesa giorno e notte, essendo l’ “assessore Vicedio” (come lo definisce con la consueta irriverente sagacia l’intramontabile Paolo Trezzi) sempre al lavoro.

Ma non era finita, in poche settimane abbiamo ricevuto la reprimenda pubblica con minaccia di esposizione alla gogna per i cittadini del rione di Pescarenico che non tengono pulite le strade; una bella reprimenda anche per le imprese del territorio che a dire del Valsecchi non partecipano ai bandi pubblici…. ma ecco la notizia che un profugo ed un militante di Appello per Lecco riescono in due/tre minuti a riempire un intero sacco grande dell’immondizia pur in bilico sulla scalinata del lungolago…
Così, in attesa che l’assessore Vicedio esegua anche a Lecco la parabola dei Pani e dei Pesci, l’opinione pubblica ha saputo che con Appello per Lecco sarà possibile portare il multisala a Lecco e che la stessa associazione/partito chiede un incontro a sindaco e giunta (in particolare al proprio fondatore ed ex portavoce, Corrado Valsecchi) per chiedere il sostegno della Pubblica Amministrazione. Speriamo sostegno e non denari, perché se no, gli altri privati che non hanno santi in paradiso e fanno impresa con i loro soldi si incazzano.

E poi, Villa Ponchielli, la viabilità dei rioni, ponte Kennedy, il lungo lago, e poi, e poi, e poi..

Speriamo che il Valsecchi, che al netto del protagonismo non è certo un pirla, torni tra noi, comuni mortali.

Victoria Victrix

 

 

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