MAFIA A LECCO, INTIMIDAZIONI
A PREFETTO E GIORNALISTA

LECCO – Messaggi intimidatori rivolti al prefetto di Lecco Michele Formiglio e ad un corrispondente dell’edizione locale de “Il Giorno”. Il giornalista ha trovato nella cassetta della posta alcuni suoi articoli con la firma strappata e una croce sulla fotografia del prefetto.

Formiglio, prima di prendere servizio in città nell’aprile 2019, è stato commissario straordinario di Brescello (RE), il primo Comune nel nord Italia sciolto e commissariato per mafia. Da quando è a Lecco il prefetto ha firmato una decina di interdittive antimafia chiudendo altrettante attività (bar, ristoranti, un’agenzia di pompe funebri, uno sfasciacarrozze, un autonoleggio e una sala giochi). Con la crisi sanitaria Formiglio ha inoltre istituito un osservatorio sulla criminalità organizzata per evitare che i clan allunghino le mani sull’economia lecchese.

Al giornalista sono stati fatti trovare, appallottolati, due articoli: uno sui funerali di Pino Trovato, fratello incensurato del boss della ‘ndrangheta Franco Coco Trovato, quest’ultimo pluriergastolano condannato in regime di 41 bis; l’altro articolo articolo stracciato riferiva di una provvedimento antimafia per chiudere un albergo e un ristorante sul lungolago del capoluogo.

 

 

 

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