MAGNODENO, RIFONDAZIONE:
“GIORNATA DI LUTTO
PER L’AMBIENTE CITTADINO”

Il 14 maggio del 2021 sarà un giorno da ricordare per tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti della nostra Montagna chiamata Magnodeno. In Provincia si è dato il via al Provvedimento Ambientale Unico Regionale che permette ad Unicalce a Vaiolo Alta di scavare in lungo e in profondità per 50 metri ben 4.815.000 metri cubi di materiali nell’arco di un decennio. A nulla sono valse le numerose osservazioni nel merito di ARPA, Legambiente, WWF e del Comitato Salviamo il Magnodeno. Osservazioni che hanno messo in evidenza il rischio idrologico del bacino del torrente Tuf tanto caro agli abitanti di Maggianico. Osservazioni che hanno indicato il rischio frane sullo sperone roccioso che fa da “sipario” all’area di cava di Vaiolo Alta che sarà reso più fragile dalle escavazioni del suolo fino ad altri 50 metri di profondità. Osservazioni che hanno indicato il diffondersi delle polveri derivanti dalle escavazioni nell’aria, nei terreni e nelle acque del torrente Tuff. Osservazioni che hanno criticato il ripristino che “enfatizzano lo stato dei luoghi” con arbusti che nulla hanno a che vedere con l’accesso finale del luogo a favore dei cittadini. Osservazioni che hanno messo in luce come a Vaiolo Alta oltre alla calce si produce materiale per cemento che verrà venduto invece di essere usato come riempitivo per il ripristino ambientale. Una vera e propria “vittoria del profitto” dei cavatori ai danni dell’ambiente della montagna? Certo è una vittoria di Pirro perché tutto dipende dalle prescrizioni che verranno indicate.

Eppure l’amministrazione di Lecco ha avuto in mano tutti gli elementi per fare opposizione netta ai voleri dei cavatori. Nelle decine di osservazioni fatte pervenire dalle associazioni sui rischi idrogeologici erano indicate tutte le tematiche dei rischi per fare delle opposizioni motivate alle richieste dei cavatori. Invece i dirigenti e gli amministratori “competenti” del comune, senza tener in alcun conto delle osservazioni fornite dalle associazioni e da ARPA sugli evidenti rischi ambientali, hanno ceduto ai cavatori fornendo un parere favorevole nella conferenza di oggi con qualche blanda prescrizione. Giorno di lutto quindi per una amministrazione che si era presentata con il suo candidato sindaco solo meno di un anno fa sulle ali dell’ambientalismo e della equosostenibilità sulle scelte urbanistiche. Giorno di lutto per i cittadini che vedono sfumare il recupero ambientale della nostra montagna.
Ma non è un giorno di lutto per noi che sapevamo da tempo della “disponibilità” dell’amministrazione comunale verso i poteri dei cavatori. Oggi si è dimostrato palese ciò che da tempo si intuiva del rapporto privilegiato tra amministrazione e cavatori.

Come Rifondazione Comunista perciò ribadiamo che questa battuta d’arresto indica ancora in modo più chiaro la direzione da assumere per arrivare ad un definitivo recupero all’uso pubblico della montagna e la sua sottrazione ai cavatori prenditori.

Federazione Rifondazione Comunista Lecco

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Pubblicato in: lavoro, politica, Ambiente, Cronaca, Città, Economia

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