MARE E MIGRAZIONI: A LECCO
IL FILM STYX PREMIATO A BERLINO

LECCO – Una dottoressa decide di prendersi una pausa dal lavoro e di salpare in solitaria sulla sua barca a vela nell’Oceano Atlantico. Il suo viaggio scorre serenamente finché si imbatte in un peschereccio pieno di profughi africani in grave difficoltà. Alcuni provano a raggiungerla, ma solo un giovane ce la fa. Insieme cercano di chiamare i soccorsi, mentre la situazione si fa sempre più drammatica.

Questo è Styx, film di Wolfgang Fischer, in programma allo Spazio Teatro Invito martedì 26 febbraio alle 21. Vincitore del premio della Giuria ecumenica al Festival internazionale del cinema di Berlino 2018, il film viene presentato da Spazio Teatro Invito e Circolo ARCI Associazione DinamoCulturale all’interno di Cineminimo, con la collaborazione del Comitato Noi Tutti Migranti.

Ogni giorno, sulle frontiere esterne dell’Europa, le persone muoiono mentre cercando la pace, tentando di salvarsi attraversando il mare per raggiungere il nostro continente. Queste persone, secondo la regia, possono ancora contare su di un piccolo sostegno da parte di alcune istituzioni ufficiali, cosa confermata dai colloqui con Sea Watch, Medici senza frontiere, Borderline Europe e Moas, tra le organizzazioni di aiuto non governative presenti. Gli “incontri” in mezzo all’oceano tra imbarcazioni da diporto e barche piene di rifugiati sono un incubo molto discusso tra i marinai e le persone che lavorano in mare, perché stanno diventando sempre più comuni. Che cosa può succedere, dunque, se una velista, da sola sulla propria barca, si ritrova in questa situazione? Ispirato da eventi reali, Styx, nella finzione, cerca risposte a questa domanda, raccontando quanto gli interessi economici siano in competizione con i principi umanitari e di come l’indifferenza distrugga ogni speranza. Il film tratta di sogni individuali e gira attorno a questioni centrali sull’identità: chi siamo, chi vogliamo essere, chi dobbiamo essere?

 Il personaggio centrale è una donna determinata e di successo, con esperienza di vita e appassionata di sport acquatici. L’attrice pluripremiata Susanne Wolff – essa stessa con patentino internazionale di velista – ha le qualità necessarie. Il personaggio maschile è interpretato da Gedion Oduor Wekesa, uno scolaro di Kibera, slum della città di Nairobi, che ha preso lezioni di recitazione in un programma finanziato dall’organizzazione One Fine Day. Ai provini, ha battuto altri quaranta ragazzi che si erano presentati per il ruolo.

Styx documenta, in maniera realistica, il viaggio da eroina della protagonista femminile. Il personaggio della Wolff trascorre metà del film da sola in alto mare, a bordo di uno yacht lungo undici metri. Di conseguenza, per la maggior parte del tempo, il dialogo gioca un ruolo marginale. Invece, i suoni in condizioni di natura estrema si rivelano fondamentali. La maggior parte del film è stata girata in condizioni di vita reale, in mare aperto. Il set era limitato, il suono e i rumori sono genuini e la cinepresa è interamente concentrata sulla protagonista femminile. Solo all’inizio e alla fine, la sua posizione è contestualizzata. Nella seconda metà del film, una confusione di lingue integra il rumore di fondo costante. Nei punti di svolta del film, invece, c’è completo silenzio.

 

Modalità di partecipazione:

Ingresso singolo: € 5

Ingresso ridotto soci ARCI e CAI: € 4

Abbonamento 4 ingressi: € 15

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