MOBILITÀ, LEGAMBIENTE:
“PRIORITÀ NON ALLA GOMMA
MA A FERROVIE E BICICLETTE”

LECCO – Nel comunicato della Provincia di Lecco dopo l’incontro del presidente con il sindaco di Lecco, il prefetto e i rappresentanti delle associazioni di categoria e sindacali su “Infrastrutture per la mobilità sul territorio provinciale” abbiamo letto solo un elenco di strade come opere prioritarie. Si aggiunge “senza dimenticare il trasporto ferroviario e la navigazione lacuale, tematiche emerse nei vari tavoli territoriali”, senza porre alcun obiettivo.

Se fossimo stati invitati avremmo suggerito altre priorità. Non siamo i soli a credere che, se si vuole pensare al futuro, dobbiamo investire nel trasporto ferroviario, la risposta più credibile per garantire la mobilità, contribuire ad arrestare il cambiamento climatico e ridurre l’inquinamento atmosferico.

Come sottolineato anche nel rapporto di Legambiente, la via è quella di sviluppare un TPL (trasporto pubblico locale che da noi è su gomma e su acqua) e percorsi ciclopedonali che insieme rendano possibile e conveniente l’accesso da tutto il territorio ad una rete ferroviaria efficiente.

In vista delle Olimpiadi e di un generale sviluppo del turismo di prossimità, la strategia è davvero quella di puntare sul traffico privato e andare incontro a quanto visto il 14 febbraio sulla SS36?

Potenziamento della superstrada e prolungamento della tangenziale est non sono la soluzione; si deve lavorare al potenziamento in strutture, materiale rotabile e servizi della e per la rete ferroviaria. Leggiamo dell’auspicabile completamento del pluriennale progetto di ciclopedonale da Lecco ad Abbadia; da noi la ciclovia regionale utilizza la SP722 dove i ciclisti convivono con il traffico automobilistico, quindi è necessario il potenziamento dei treni con trasporto di biciclette che possano trasferire in sicurezza i ciclisti fino al Sentiero Valtellina.

La linea Milano-Lecco-Tirano è citata dal rapporto Pendolaria tra quelle che hanno subito frequenti disagi, ritardi, soppressione imprevista di treni, che si ripresenteranno dopo la fine della pandemia; nel tratto Lecco-Sondrio sono state tagliate corse locali importanti per il collegamento dei piccoli centri. Como è in sofferenza per il trasporto ferroviario. Alla riduzione dei collegamenti con Milano Centrale e Porta Garibaldi da Como San Giovanni, si è aggiunta la decisione di Trenord di modificare la fermata di alcune corse senza farle arrivare a Como Lago, con la scusa di non gravare sul traffico automobilistico cittadino penalizzato dall’aumento del tempo di chiusura dei passaggi a livello.

Pensiamo al collegamento Lecco-Milano e Como-Milano con un sistema ferroviario a cadenza frequente, tipo metropolitana, negli orari di punta e nelle ore serali e festive a servizio dei pendolari e per il turismo.

Abbiamo più volte richiamato l’attenzione sulla Como-Lecco, e abbiamo letto di una somma destinata all’elettrificazione che compariva e scompariva. Con una lettera inviata il 7 novembre scorso a tutti i sindaci interessati e ai presidenti delle due Province, ricordavamo che è una linea importante all’interno del Sistema Intermodale Pedemontano, per il suo possibile coinvolgimento, come gronda orizzontale ferroviaria, nella rete di trasporti che si va delineando con il sistema trans-frontaliero e per sostituire un trasporto su gomma che sta paralizzando un intero territorio. Non è solo questione di elettrificazione, ora si può pensare all’idrogeno verde, ma di cadenzamento, di investimenti orientati e di una progettualità che prediliga la mobilità su ferro e la sua interrelazione con il trasporto pubblico su gomma e acqua per cambiare le abitudini consolidate. Il rilancio della Como-Lecco è prioritario per entrambe le province: da linea dimenticata, a linea innovativa del territorio, esempio positivo di mobilità sostenibile, capace di unire i due capoluoghi con le loro attrazioni per un turismo lento e sostenibile che può far scoprire alcune perle del territorio, i laghi minori, le camminate sui monti, i belvedere, la storia millenaria.

Chiediamo, ai destinatari di quella lettera, un tavolo di reale partecipazione a decisioni critiche, fattiva realizzazione della transizione ecologica di cui la politica ora si dichiara fautrice.

Il Coordinamento dei Circoli Legambiente delle Province di Como e Lecco

 

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