NONNI A DISTANZA: PROGETTO
DI 80 ALUNNI DEL BERTACCHI
CON GLI AIROLDI E MUZZI

LECCO – La scuola ha un compito formativo essenziale per consentire alle nuove generazioni di crescere, non solo istruite e rispettose delle regole comuni, ma anche con un bagaglio esperienziale che permetta ai giovani di fondare le proprie scelte su solide basi etiche e valoriali.

Le esperienze che ciascuno di noi vive, assumono ancor più significato quando sono collocate all’interno di particolari avvenimenti storici. La pandemia da Covid-19 rappresenta indubbiamente uno di questi: verrà probabilmente ricordata fra molti anni come uno dei fatti più importanti di inizio XXI secolo e lascerà tracce in campo socio-politico ed economico che ad oggi si riescono a vedere solo a tratti. Purtroppo alcune di queste avranno una connotazione negativa, basti pensare ai più di 30.000 morti o a coloro che hanno perso il lavoro, altre invece potrebbero aiutarci a vivere in maniera diversa la nostra quotidianità.

È con questa consapevolezza che è nato il progetto “Distanti, ma non soli”, frutto di una sinergia tra scuola e territorio e in modo particolare tra gli Istituti Riuniti Airoldi E Muzzi di Lecco e l’IIS G. Bertacchi. Come invitare gli studenti ad alzare lo sguardo per scorgere, oltre le pur legittime preoccupazioni personali, lo sguardo dell’altro, magari più fragile e bisognoso di sostegno e vicinanza? Come consentire durante il confinamento di uscire dalle proprie abitazioni, seppur soltanto metaforicamente, per dare significato alla quotidianità, al di là della tanto discussa Didattica a distanza? E ancora, saranno capaci i nostri tanto criticati giovani di gesti di solidarietà in una società dove sembrano imperare l’individualismo e l’egoismo?

Il progetto “Distanti, ma non soli” ha preso il via il 27 aprile portando con sé questi interrogativi e tante speranze. Alla prima parte del progetto hanno partecipato circa 80 studenti iscritti ai vari indirizzi dell’IIS Bertacchi, i quali hanno fatto pervenire agli ospiti dell’Airoldi e Muzzi un segno di vicinanza, incoraggiamento, condivisione. Alcuni hanno scelto di inviare un testo scritto raccontando il legame speciale con i loro nonni e l’importanza degli anziani, soprattutto per l’esempio di saggezza di cui sono portatori. Altri hanno condiviso delle riflessioni sulla loro quotidianità al tempo del Coronavirus; altri ancora hanno messo per iscritto i sentimenti e le difficoltà di un ragazzo o una ragazza che cresce e scopre le mille sfaccettature della vita.

Ci sono stati studenti che hanno preparato dei bellissimi lavoretti (un cuore, un fiore…) con vari materiali, per poi fotografarli ed inviarli con tanto di dedica.  Non sono mancati coloro che hanno preferito girare un video con stupende immagini di vita quotidiana (dei fiori, un prato, una montagna, degli animali domestici). Alcuni hanno usato lo strumento dell’ironia, suscitando un sorriso con video divertenti. Qualcuno ha messo in mostra il proprio talento musicale, qualcun altro quello artistico con splendidi disegni. A volte è bastata una fotografia di una montagna per rievocare piacevoli ricordi ai nostri anziani. Infine non sono mancati quelli che hanno coinvolto i propri famigliari; neppure gli insegnanti si sono tirati indietro.

Con la costante collaborazione dei Servizi educativi dell’Airoldi e Muzzi, i vari lavori sono stati visionati, stampati ed è stato deciso a quali ospiti destinarli. Ad oggi stanno progressivamente giungendo le risposte degli anziani che li hanno ricevuti. Gli studenti riportano soddisfazione e particolare gradimento nel constatare come il loro lavoro sia giunto a destinazione e possa avere aiutato qualcuno a stare meglio e a sentirsi meno solo. Non sono mancati alunni che hanno chiesto la possibilità di incontrare gli ospiti da cui hanno ricevuto una risposta. Tutto ciò, oltre che trasmettere soddisfazione e gioia, rende sempre più consapevoli dell’importanza che rivestono le proposte educative per le nuove generazioni.

Gli ospiti degli Istituti hanno potuto, in questo periodo così difficile da vivere e forse anche solo da raccontare, godere di uno spiraglio di normalità accogliendo le immagini ed i pensieri delle allieve e degli allievi impegnati ad aiutare ad uscire con la fantasia da spazi emozionali che diventano ogni giorno più stretti.

Ecco alcuni scambi tra ospiti e studenti

Questa foto l’ho scattata dalla chiesetta del Monte San Martino, è un posto che mi sta particolarmente a cuore.
Da lì si può vedere un bellissimo ritratto della città di Lecco, si è abbastanza in alto da poterla vedere tutta, ma abbastanza vicino da poterla vedere nei suoi dettagli.
Da quando ci sono andata la prima volta, mi ha subito trasmesso qualcosa.
La salita ovviamente è faticosa, ma quando mi trovo davanti al panorama provo una sensazione di leggerezza e spensieratezza che ripaga pienamente lo sforzo fatto.
Un caro saluto a tutti gli ospiti dell’istituto.
Greta, Istituto Bertacchi

Grazie Greta per il pensiero, sin da che ero piccolina ho sempre avuto il San Martino davanti agli occhi, purtroppo per paura non ci sono mai salita, ma la foto, molto bella col tramonto, mi fa emozionare e ricordare questa bellissima città.
Mi dispiace di non avere avuto l’occasione di poter vedere Lecco da li!
Brava… Ti vorrei dire che ti rimarrà sempre nel cuore quando sarai grande .
Fiammetta, Residenza Medale

 

Alice ha inviato un simpatico video, in dialetto bergamasco, invitando gli ospiti ad eseguire un semplice gioco di carte. In tanti si sono incuriositi, senza riuscire a scoprire il trucco.

Daniele, Residenza Medale, le ha risposto così:

Ciao Alice! tée induinàa la carta giusta, ‘me fàa cumè ?
Perché l’è giusta propri quella ch’ hòo catàa fòo mi!
Ciao Sceta, Daniele (piccolo lord)”

 

 

Pubblicato in: Giovani, Città, Hinterland Tags: 

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