DEUTSCHE BANK E NON SOLO,
ALESSANDRO MAGNI:
“GRANDE LECCO, ADDIO!…”

Grande Lecco, addio!
Non è l’elegiaca o malinconico commento al saluto  manzoniano di Lucia alle sue montagne o al suo paesaggio, prima della sua fuga in quel di Monza. È la rappresentazione di un fatto reale. Legata ai costi della nuova casa comunale in piazza Garibaldi dove c’era la sede della Banca Popolare di Lecco, diventata poi negli anni della sua decadenza, prima Popolare di Novara, poi cosmopolizzantesi in Deutsche Bank, la banca , più indebitata del mondo. In piena continuità con l’operazione Brivio che ha privilegiato le suore di via Marco d’Oggiono.

E dove sta la continuità: nella scelta di un’unica sede comunale e di mantenimento dentro il Centro Storico di Lecco  (ovvero dentro la cerchia ferroviaria) della sede comunale.

Quando è in atto una piena digitalizzazione e lo smart working necessitato ma alla lunga irreversibile. Come sfortunatamente ci ricorda il traffico serale, ritornato  regime, e impossibilito a uscire da Lecco città, dopo il lavoro, che ha dismesso lo smart working. Piena digitalizzazione come anche ci ricordano i provvedimenti di  questi giorni a proposito di anagrafe i cui principali atti potranno essere fatti da casa .

Insomma  provvedimenti che alla lunga ridurranno il lavoro necessario e più ripetitivo. Ammesso e non concesso magari sostituiti da personale reale. Altro che collegamenti con biciclette magari assistite. Altro che periferizzazione dei servizi.

Ma veniamo alle ragioni di quell’Addio!. Che stanno in un aumento dei costi rispetto alla già sciagurata operazione briviesca, sciagurata seppur passata all’unanimità. Già in passato la bella idea della “grande Lecco” era messa in dubbio da tariffe decisamente più alte nella città di Lecco rispetto alle cittadine o ai paesi circonvicini che avrebbero potuto dar vita alla vecchia “grande Lecco”. Tranne appunto Morterone. Non a caso disponibile, nella sua irrilevanza.

E alla faccia delle economie di scala e delle coprogettazioni varie che avrebbero dovuto con le loro flessibilizzazioni ridurre i costi dei servizi attraverso un ribasso delle tariffe. Il problema vero è l’efficienza e l’efficacia. Non una o più sedi. E sì che a reggere le sorti di questa maggioranza dovrebbero esserci, come ci sono , forze che si ispirano al “materialismo”, detto altrimenti alla concretezza o se proprio si deve usare al pragmatismo. E che furono assieme ad altri, oggi per fortuna all’opposizione, ciecamente, per la “grande Lecco”. Grande Lecco che vecchia o nuova è definitivamente archiviata.

Nonostante i contributi sostanziosi quale è quel cittadino che a parità di servizi li vuole pagare di più?

Alessandro Magni

 

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Pubblicato in: Lettere a LeccoNews, politica, Città, Hinterland Tags: 

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