PREZZI AL CONSUMO:
VARIAZIONI COL SEGNO PIÙ

LECCO – Inflazione a Lecco: segno più per entrambe le variazioni, stabile la variazione mensile (+0,3%) in crescita quella annuale (+1%). A cura dell’Ufficio Statistica del Comune di Lecco una breve sintesi delle principali variazioni registrate nel mese di aprile 2021 sulle variazioni dei prezzi al consumo a livello locale.

Premessa. Gli indici dei Prezzi al Consumo di Aprile 2021 sono stati elaborati tenendo conto delle limitazioni differenziate a livello regionale, definite dalle normative nazionali e locali per contrastare la pandemia causata dal Covid-19. L’impianto dell’Indagine sui Prezzi al Consumo, basato sull’utilizzo di una pluralità di canali per l’acquisizione dei dati, ha continuato a consentire di ridurre gli effetti negativi del più elevato numero di mancate rilevazioni sulla qualità delle misurazioni della dinamica dei prezzi al consumo. Le modalità con le quali la situazione che si è venuta determinando è stata via via affrontata sono illustrate nella Nota metodologica del Comunicato Stampa diffuso dall’Istat in data 17 maggio 2021 nella quale viene anche ricordato che gli indici ai diversi livelli di aggregazione, sia nazionali sia locali, che hanno avuto una quota di imputazioni superiore al 50% (in termini di prezzi mancanti e/o di peso), sono segnalati mediante l’utilizzo del flag “i” (dato imputato).

La variazione mensile dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) al lordo dei tabacchi è pari al +0,3% stabile rispetto alla variazione registrata il mese scorso ma in aumento in confronto a quella di aprile 2020 (+0,1%). L’indice dei prezzi al consumo sale a 103,5 (base 2005=100).
La variazione annuale raggiunge il +1% anch’essa in aumento rispetto a marzo 2021 (+0,8%) sia rispetto ad aprile 2020 quando addirittura era di segno meno (-0,4%), periodo in cui iniziavano a registrarsi le prime dinamiche deflattive consolidate poi nel corso dell’intero anno. Il dato di aprile non solo è il quarto di segno positivo, ma anche di crescita dell’inflazione.
A livello nazionale le variazioni sia congiunturale (+0,4%) che tendenziale (+1,1%) sono leggermente superiori rispetto a quelle locali; l’indice dei prezzi si attesta a 104,1 e il differenziale con il dato locale sale leggermente (+0,6%).

L’analisi a livello lombardo evidenzia le seguenti variazioni (+ 0,5% mensile; + 0,7 % quella annuale) con un indice pari a 103,8. In ambito provinciale le variazioni annuali registrate dai Comuni capoluogo lombardi che partecipano alla rilevazione dei prezzi al consumo sono tutte di segno positivo; la variazione più contenuta è da imputare ai territori di Milano e Brescia (+ 0,5%) mentre quella maggiore (+1,6%) è registrata da Pavia.

L’analisi per tipologia di prodotto evidenzia l’aumento dei prezzi rispetto al mese precedente sia per i Beni che per i Servizi (+0,4%; +0,1%). Le variazioni annuali entrambe positive mostrano un andamento contrapposto: aumento deciso per i beni che passano a + 1,5% dal +0,7% del mese precedente e contrazione importante per i servizi che si attestano a +0,3% dal +0,9% registrato a marzo. Un anno fa la variazione annuale dei beni era negativa per quasi un punto percentuale e i servizi risultavano stabili con una variazione nulla.

Variazione congiunturale nulla per la Componente di fondo, cioè l’indice generale al netto degli energetici e alimentari freschi e in leggero aumento (+0,2%) a livello annuale, entrambe le variazioni sono inferiori a quelle registrate nel mese di marzo. A livello nazionale le variazioni della componente di fondo si attestano a +0,2% e +0,3% rispettivamente.

Analisi delle variazioni per divisione di spesa.

La divisione con la maggiore variazione mensile in aumento è Abitazione, acqua, energia (+1,3%) interessata al notevole aumento dei beni energetici (sia regolamentati che non), seguita dalle divisioni Servizi ricettivi e di ristorazione (+1%) e Alimentari (+0,6%) dove “vegetali” (+5% circa), “pesci e prodotti ittici “ e “oli e grassi” (entrambe +2,1%) sono le classi che registrano le maggiori variazioni di segno più. Quasi tutte le restanti classi hanno variazioni di segno positivo inferiori al punto percentuale e in contrazione la classe “frutta” (-2,6%) e “acqua minerale, frutta e bevande analcoliche“ (-1,5%).
Sono 5 le divisioni che registrano una contrazione dei prezzi rispetto al mese di marzo; tutte le riduzioni sono contenute ad eccezione delle comunicazioni che attestano una diminuzione dello 0,6% che porta l’indice pari a 78,3 notevolmente inferiore a quello base (base 2015=100).

Quasi tutte le divisioni evidenziano andamenti inflattivi a livello annuale anche se i valori sono abbastanza contenuti. Fanno eccezione le divisioni Abitazione, acqua e energia e Trasporti (rispettivamente +5% e +2,4%) che registrano le maggiori variazioni in aumento e Comunicazioni e Istruzione che evidenziano le uniche variazioni di segno meno ma altrettanto consistenti (-5,1% e -4,1%).

Di seguito le variazioni degli indici dei prezzi al consumo degli aggregati di prodotto che hanno avuto le maggiori variazioni in aumento e le maggiori variazioni in diminuzione rispetto al mese di marzo 2021:

 

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