QUALITÀ DELLA VITA, DATI 2019:
MILANO BISSA IL PRIMATO.
LECCO INDIETREGGIA, È 30ESIMA

LECCO – Milano conferma la propria leadership vincendo per il 2° anno consecutivo l’indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita. Exploit di Monza e Brianza al 6° posto (+17) e Brescia al 17° posto (+27). Lecco perde una ventina di punti dal 2018 e scende dalla 12ª al 30ª posizione. La classifica promuove le province autonome e le grandi metropoli. Sul podio anche le province autonome di Bolzano e Trento. In coda Caltanissetta e il Sud dove crescono le grandi città come Napoli (+13) e Bari (+10).

La Qualità della vita 2019 – giunta alla trentesima edizione – è una versione extra large della tradizionale indagine del quotidiano sul benessere nei territori, su base provinciale: rispetto all’anno scorso, infatti, il numero di indicatori è aumentato da 42 a 90, divisi in sei macro aree tematiche che indagano altrettante componenti dello star bene. Le classifiche di tappa sono: “Ricchezza e consumi”, “Affari e lavoro”, “Ambiente e servizi”, “Demografia e società”, “Giustizia e sicurezza”, “Cultura e tempo libero”.

Milano vanta più record: oltre alla prima posizione nella classifica generale, ottiene anche il primato nella categoria “Affari e lavoro”, il secondo posto nella classifica di tappa “Ricchezza e consumi” e il terzo in “Cultura e tempo libero”. È negativa, invece, la performance in “Giustizia e sicurezza”: il capoluogo lombardo, con la sua provincia, si piazza in ultima posizione soprattutto per numero di reati denunciati e litigiosità. Un dato che potrebbe essere letto anche come segno che a Milano, a differenza di altre realtà geografiche, i cittadini denunciano di più i reati.

Lecco in 30esima posizione

La città manzoniana scala quest’anno dal 12° al 30° posto, risultato del ribasso nella maggior parte delle categorie. La categoria vanto per Lecco è senza dubbio “Giustizia e sicurezza”, posizione numero 20 pur arretrando di 14: 4° posto per stupefacenti, 6° per durata delle cause civili, nonostante poi si evidenzi un 57° posto per tasso di criminalità, 61° per incidenti e 96° per furti in casa.
Per quanto riguarda “Ricchezza e consumi” Lecco perde 32 posti e si piazza in 45ª posizione, il dato interno peggiore è quello relativo alla rata mensile dei mutui che relega il capoluogo a fondo classifica (102°).

Su “Ambiente e servizi” Lecco è al 23° posto (+2 dal 2018), premiati soprattutto la depurazione dell’acqua che vede la città primeggiare e l’emigrazione ospedaliera (ovvero le dimissioni di lecchesi avvenuti fuori Lombardia) che pone Lecco sul gradino più basso del podio; non vanno però per niente bene i discorsi trasporto pubblico (72° posto) e spesa sociale per minori disabili e anziani (84°), ancor meno tranquillizzante la presenza di medici di medicina generale (99°).

“Affari e lavoro” vede Lecco al 51° posto: 14° per disoccupazione, 97° per fallimenti di imprese, 44° per e-commerce, 86° per copertura internet ottimale.
In “Demografia  e società” Lecco scende dal 6° al 24° posto: 57° quello per mortalità a causa di tumori, 37° per nuove cittadinanze.

“Cultura e tempo libero” infine resta la macroarea che più punisce il territorio: un 59° posto “viziato” dalla prima posizione per bambini tesserati per federazioni sportive e relativi risultati, mentre dice male la qualità alberghiera (98°), il numero di locali (101° posto) e la spesa pro capite per spettacoli (101°), e un 106° posto per presenza di librerie.

La top 10 tra province autonome e new entry. I vincitori delle 6 macroaree.

Subito dietro il capoluogo lombardo, nella classifica generale 2019, si confermano le province dell’arco alpino: sul podio ci sono anche Bolzano e Trento, rispettivamente al secondo e al terzo posto, seguite da Aosta. A spingerle sono i record “di tappa”, ovvero le macro aree tematiche di cui è composta la classifica generale: Aosta è prima in “Ricchezza e consumi”, Trento vince in “Ambiente e servizi” e Bolzano in “Demografia e società”. Per gli altri record di tappa, Oristano è prima in “Giustizia e sicurezza” e Rimini in “Cultura e Tempo libero”.

Nella top ten delle province più vivibili, dove si incontrano anche Trieste (5ª) e Treviso (8ª), quest’anno entra la provincia di Monza e Brianza, che sale di 17 posizioni fino alla sesta, Verona che ne guadagna sette e arriva al settimo posto e – a chiudere la top ten – Venezia e Parma che salgono rispettivamente di 25 e 19 piazzamenti.

I trend 2019: Il Sud ancora in coda – Le grandi città in crescita

La coda della classifica è occupata dalle province del Sud: Caltanissetta occupa l’ultimo posto per la quarta volta nella storia dell’indice dopo le performance negative del 1995, nel 2000 e nel 2008. Foggia (105ª) e Crotone (106ª) la precedono di poco.

Se il caso di Milano è emblematico, questa classifica fotografa le performance positive di tutte le province delle grandi città: Roma, diciottesima, sale di tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno. Napoli, pur essendo nella metà inferiore della classifica generale (81°), rispetto alla scorsa edizione della Qualità della vita ha all’attivo una salita di 13 posizioni. Sulla stessa linea le performance di Cagliari, che fa un balzo di 24 posizioni (20°), Genova sale di 11 gradini (45°), Firenze di sette (15°) e Torino è 33esima (+ 5 sul 2018). Infine, Bari mette a segno un incremento di 10 posizioni, raggiungendo il 67° posto. Bologna in calo pur restando nella parte alta della classifica al 14° posto.

Le performance regionali

Allargando il focus dell’analisi dei dati su base regionale, riemerge la contrapposizione Nord-Sud, con Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia sul podio, seguite dal Veneto, presente nella top 10 con tre province, dall’Emilia Romagna – che cresce, soprattutto nella classifica di tappa “Affari e lavoro” – e dalla Lombardia. In fondo alla classifica, invece, ci sono Sicilia e Calabria, rispettivamente ultima e penultima.

 

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