QUESTIONE CAVE, ‘DAI SINDACATI
RETORICA PRO MULTINAZIONALE’.
L’OPINIONE DI SANDRO MAGNI

Il documento scritto dalla triade sindacale sul Magnedono e relativa tempistica sembra scritto inserendo il pilota automatico.

Quanto sono costate le 600 e 130 pagine di Unicalce? Quanti siano i lavoratori impiegati bisogna compulsare le 600 pagine scritte a supporto per trovarle una sola volta. 16 in tutto stanno in cava. La triade fa un appello alla salvaguardia del lavoro ma non indica quanti, con tutta la sua inutile retorica, siano i lavoratori impiegati. Tanto meno fa una analisi storica degli impieghi. Di quanto è diminuito l’impiego di lavoro in cava? E quanto è aumentato il fatturato? Nessuna risposta ma nemmeno un accenno di domanda.

Secondo problema: ma quando verrà messo fine all’escavo? Tenuto conto che Alberto Invernizzi ingegnere di Maggianico interpellato dal Comitato e già a suo tempo consigliere comunale di Appello per Lecco, quando venne approvato il Piano Cave dal comune di Lecco nel 2013 ha confermato che il piano cave prevedeva una messa di fine scavo al 2024. Qui invece si parla di 2034, ma ci sarà allora una fine o non si andrà avanti di autorizzazione in autorizzazione?

In terzo luogo e a proposito di futuro. Si rinvia alle future generazioni la salvezza del Magnodeno. Ma per me , ambientalista della prima ora, di futuro ho già sentito parlare da decenni. Ciò che la triade sindacale conferma che il futuro deve ancora avvenire. Mi sembra una visione lineare tra l’altro e non attenta alla complessità e alla coevoluzione. C’è poi da dire che il futuro di cui si parla è una emergenza , non la normalità e la quotidianità.

In quarto luogo che dire poi che l’autorizzazione sia limitata all’area di escavazione senza tenere conto dell’area di Arancione dove stanno i due forni, che necessariamente sono collegati all’area di scavo, come se fossero cose diverse. La CO2 bruciata è molto superiore a quella del Forno Rifiuti di Valmadrera tanto attenzionato. Qui l’attenzione è sottostimata. Sarebbe importante che come per Valmadrera quotidianamente venissero pubblicati i dati di emissione da quelli che fino allo scorso anno bruciava, a tutta birra, diciamo così, pet coke, che è risaputo è molto cancerogeno.

Queste sono alcune delle osservazioni che la solerzia della triade molto attenta a sostenere una multinazionale da paradisi fiscali dentro la quale è collocata Unicalce con i suoi 500 dipendenti, sì, ma diffusi in 11 stabilimenti di cui almeno 120 a Lecco con funzioni puramente amministrative. Questo non dicono le pagine comperate per mettere un comunicato che voleva essere alternativo e a supporto dell’autorizzazine, ma che si è rivelato solo manipolativo. Il tema del lavoro è un tema puramente ricattatorio. Come se non fosse visibile a tutti che la piena occupazione in un epoca di risparmio di lavoro richiede ben altro. A non essere ben – al – tristi.

 

Alessandro Magni

 

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