“Signore, sono pochi quelli che si salvano?”. La domanda di quel tale, forse non era la prima volta che il Signore Gesù si vedeva rivolta, fosse mossa da curiosità generica o personalmente interessata, non sappiamo. Non ha una risposta diretta e personale, invece Gesù ne fa una esortazione larga, un po’ a tutti quanti gli sono attorno, usando immagini, come di frequente, che immediatamente dicono l’impegno verso la salvezza.
L’immagine della porta in parabola l’abbiamo trovata tante volte nei vangeli: nella parabola delle vergini e altre volte ancora (in Matteo erano addirittura due le porte nel confronto tra la stretta e la larga). Qui la vediamo nell’angustia che crea difficoltà allo sforzo d’entrare – evidentemente in luogo allusivo alla salvezza: il regno – ma anche chiusa a chi ne pretenda l’accesso ed è invece considerato estraneo dal padrone di casa.
La porta è stretta, più facilmente consentita a chi sia, e più si faccia, piccolo nella semplicità dei bambini e degli umili.
È interessante questo οἰκοδεσπότης, padron di casa, richiamato ad aprire la porta dopo che si era alzato (o forse destato ἐγερθῇ) a chiuderla: si rivela per lo stesso Gesù al quale si pretende famigliarità che egli nega: “Non so di dove siete”, smentendo che l’aver mangiato e bevuto in sua presenza e l’averne accolto l’insegnamento nelle proprie piazze abbia costituito comunanza.
Gesù sottolinea con forza l’impegno personale per accedere al regno: non può esserci presunzione di salvezza per una appartenenza solo materiale al popolo eletto – come poteva facilmente accadere ai suoi immediati uditori che ne facevano parte – o per essere stati presenti alla sua predicazione.
Dobbiamo rilevare come queste parole di Gesù certamente sollecitino anche noi: il frequentare la santa Messa o il sentirci d’appartenere alla Chiesa non può diventare presunzione dello stare col Signore.
Sorprendentemente poi Gesù aggiunge alla severità di quel monito all’impegno per il regno, l’annuncio della vastità a quell’accesso che pare alludere a folle che per accedervi “Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio.”.
Forse possiamo leggere qui un poco la ripresa del tema della presunzione ad attraversare la porta e dell’umiltà che la conquista: i piccoli ora sono gli ultimi a precedere i primi nel regno di Dio.
Don Giovanni Milani

