‘SENZAGIRO’, AL PANATHLON
LA CORSA ROSA VIRTUALE.
FAKE NEWS CHE FA DEL BENE

LECCO/SONDRIO – Come riuscire a vivere il mese di maggio senza il Giro d’Italia, rimandato, forse, ad ottobre a causa dell’emergenza Coronavirus? La risposta l’ha trovata un gruppo di amici appassionati di ciclismo, riuscendo a coniugare il valore dello sport a quello della solidarietà e beneficenza. Il progetto ‘Senzagiro’, ideato da Paolo Bozzuto, docente di Urbanistica al Politecnico di Milano, è stato protagonista dell’incontro virtuale voluto dal Panathlon di Sondrio e Lecco, in collaborazione con l’Area 2 del Panathlon.

Ospiti della conviviale telematica Marco Pastonesi, giornalista e scrittore, Silvio Martinello, vincitore di 5 titoli Mondiali su pista e una medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1996, anno in cui ha indossato la maglia rosa per quattro giorni, Francesco Calvetti, presidente del Panathlon Club Lecco e professore di geotecnica al Politecnico di Milano e Nicola Tomasi, presidente del Panathlon Club di Sondrio.

Cos’è Senzagiro? A spiegarlo Paolo Bozzuto: “Se non poteva esserci una gara vera a causa dell’emergenza sanitaria, poteva esserci una corsa fantastica, e toccava a noi raccontarla”. Così è nato il progetto di Senzagiro. “Non sappiamo ancora cosa succederà al Giro, se riusciremo a recuperarlo a ottobre o se sarà annullato, circostanza avvenuta nella storia della corsa solamente due volte, in occasione delle due guerre mondiali. Non avremmo però potuto rinunciare alla nostra festa di maggio e abbiamo deciso di imbandircela da soli. Come? – ha detto Bozzuto – chiedendo a giornalisti, scrittori, ex corridori, suiveurs di comprovata passione di raccontare le 21 tappe del Giro d’Italia 2020 attraverso una fanta-cronaca della corsa”.

Niente filmati o interviste. Solo le parole, accompagnate dalle immagini realizzate da illustratori di fama internazionale che hanno aderito con entusiasmo al progetto. Non solo, per consentire proprio a tutti di vivere le emozioni del Senzagiro le singole tappe sono lette da attori del Teatro Off di Ferrara e riascoltabili in qualsiasi momento. Il tutto, a fine benefico: “Con Senzagiro abbiamo avviato una campagna di ricerca fondi da destinare alla Cooperativa Sociale Namasté di Bergamo. Ci sono tanti modi per sostenere la raccolta, acquistando le illustrazioni, facendo donazioni dirette o acquistando i nostri gadget, sul sito senzagiro.com ci sono tutte le informazioni” ha fatto sapere Bozzuto.

“Credo che Senzagiro sia qualcosa di straordinario e allo stesso tempo allarmante – ha aggiunto il giornalista Marco Pastonesi – dimostra che possiamo scrivere senza corsa, in un certo senso è il trionfo della fake news. Da 15 giorni oramai seguiamo, scriviamo e teniamo in vita qualcosa che non c’è. È anche vero, però, che il ciclismo è lo sport più letterario che ci sia. Un tempo si mandava un giornalista e un narratore/scrittore che potesse raccontare, attraverso il Giro, l’Italia. Il Giro d’Italia era, è e sarà la più grande opportunità di raccontare e ricordare il nostro paese, questo deve essere detto”.

Tra gli autori delle tappe anche il lecchese Francesco Calvetti, inviato alla 18esima tappa Pinzolo-Laghi di Cancano nel Parco Nazionale dello Stelvio: “È stato un onore poter raccontare questa tappa – ha detto il presidente del Panathlon Club di Lecco – e devo dire anche impressionante. Quando sono andato ai Laghi domenica scorsa per la ricognizione ho visto i cartelli che indicavano il passaggio del Giro, non sono stati rimossi, sembrava come se la gara dovesse veramente passare da un momento all’altro. Davvero surreale”.

Alla conviviale è intervenuto anche il campione Silvio Martinello che ha consegnato ai presenti una riflessione sullo sport del ciclismo e sulla crisi che sta attraversando, complice anche l’emergenza sanitaria: “È uno sport che vive, come sappiamo, esclusivamente di sponsorizzazioni, potr risentire moltissimo del momento che stiamo affrontando – ha commentato – penso soprattutto al ciclismo di massimo livello, già nel 2021 ci potrebbe essere un taglio drastico dei gruppi sportivi che fanno parte di questa categoria. Il mio augurio è che nelle sedi appropriate si sia discusso sulla necessità di non rendere il nostro ciclismo una ‘rincorsa pazza’ ad emulare i modelli di altre discipline professionistiche. La grande domanda che ci si dovrà porre è anche come dotarsi di altri modi di sostentamento: chi pagherebbe, ad esempio, per vedere il passaggio di una gara ciclistica? Bisognerà
iniziare a pensarci”.

A portare un saluto anche Attilio Belloli, Governatore dell’Area 2 del Panathlon, che ha voluto ringraziare tutti i presenti per l’idea e la realizzazione del Senzagiro: “Può sembrare una cosa banale, in realtà si tratta di un’iniziativa geniale, che sicuramente ha contribuito a farci vivere un po’ di magia del Giro, pur in sua assenza”.

 

 

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