SINISTRA E LAVORO/”FALLITA
LA SANITÀ DI FORMIGONI.
USCIAMONE COL PUBBLICO”

LECCO – In questi giorni abbiamo assistito al totale fallimento del cosiddetto modello di eccellenza della Sanità Lombarda e al fallimento delle politiche del cosiddetto Welfare, iniziate dal condannato Formigoni e continuate con i governi Maroni prima e, Fontana ora. La sanità Lombarda, come giustamente appuntato da Gino Strada di Emergency durante la recente trasmissione televisiva Propaganda Live andata in onda su La7, ha lottizzato i suoi ospedali come neanche la camorra sarebbe stato in grado di fare.

La tanto voluta autonomia ha mostrato la sua vera faccia una volta per tutte: taglio drastico dei posti in ospedale e del personale medico a favore delle cliniche private che, in questo momento di emergenza, hanno pensato di mettere in ferie forzate o in cassa integrazione il loro personale, che sarebbe di notevole aiuto per tutte le strutture sanitarie pubbliche vicine al collasso. Si è dovuto ricorrere all’aiuto di personale medico proveniente dall’estero e i primi a muoversi e a dare aiuto sono stati quegli stati che tutto il centro destra, la destra italiana e una parte del centro sinistra hanno da sempre attaccato e criticato. Cinesi, Cubani, Vietnamiti sono stati i primi a muoversi e, se non fosse stato per l’intervento dell’ Associazione di amicizia Italia Cuba che, con la sua presidentessa, ha inviato una lettera al Console Cubano in Italia, forse i cubani non sarebbero mai arrivati, viste le richieste folli dell’Assessore Gallera. Stati “nemici” si dice, ma che invece a differenza di altri non esportano bombe, ma solidarietà, quella vera. Vale la pena ricordare che, nonostante il blocco voluto dagli USA e inasprito da Trump nei confronti dei cubani, i quali hanno difficoltà a reperire medicinali e macchinari per la lotta al COVID19, questi hanno mandato per la prima volta nella storia della Repubblica Cubana aiuti a uno stato occidentale cosiddetto evoluto. Forse dovremmo imparare da loro e non da chi dice di esportare democrazia con la guerra.

Le tanto odiate e criticate ONG si sono mosse senza fare annunci propagandistici e hanno fin da subito dato assistenza a chi ne aveva bisogno a Bergamo, Cremona e Lodi, tanto per fare degli esempi. A Bergamo inoltre la regione ha dovuto chiedere aiuto ad Emergency per gestire l’emergenza, perché nessuno aveva le competenze e le conoscenze, eccetto i tanto odiati medici di Gino Strada. Si sono mossi fin da subito, senza aspettare le richieste di aiuto pervenute dalla Regione Lombardia che nel passato recente ha detto di tutto contro le ONG e non ci pare che ad oggi si sia scusata per tutto quanto detto.

L’ospedale alla fiera di Milano, voluto dal Presidente della Regione e dall’Assessore al Welfare Gallera, con l’incarico affidato a Guido Bertolaso per ora si sta dimostrando uno sperpero di soldi pubblici e non solo: dai 600 posti promessi si è passati a 200 e ad oggi ci sono solo 3 persone ricoverate, ma l’importante era farsi vedere belli e bravi nella tanto sponsorizzata e nutrita conferenza stampa, in barba a tutti i divieti di assembramento emessi da Regione Lombardia e Governo: per Fontana era un’occasione ghiotta per farsi pubblicità e per Gallera in un momento così triste e delicato per il Paese quella per dire che si candida alla prossime elezioni comunali di Milano. Perché non convertire o potenziare le strutture già esistenti? Sarebbe costato molto meno e probabilmente con risultati migliori di quanto ottenuto fino ad ora con l’ospedale allestito alla fiera di Milano.

Le RSA sono state lasciate al loro triste destino con direttive assurde e in molti casi hanno anche cercato di nascondere quanto stava succedendo all’interno delle stesse: il caso Trivulzio dice molto e, inutile che adesso in molti facciano i voltagabbana, in Lombardia Lega e Forza Italia hanno piazzato i loro amici presso tutti i loro ponti di comando: che si prendano le loro responsabilità!

Non sono stati forniti i DPI ai lavoratori, scaricando su Roma le colpe, in parte vero, ma bisogna ricordare anche che la stessa Regione Lombardia, per esempio, ha sbagliato l’acquisto di mascherine, mandando un ordine ad aziende che non le fabbricano o non le importano più e si trattava di una fornitura di 4.000.000 di pezzi; per non parlare dei 500.000 tamponi prodotti nel bresciano e mandati tramite aereo americano negli USA, invece che essere utilizzati qui in Lombardia che per numero di ammalati e di decessi è la zona più colpita a livello mondiale.

Chiamare eroi il personale medico, a nostro avviso, è una presa in giro in molti casi sono carne da macello mandati al fronte senza avere gli strumenti giusti per “combattere”. Il dato per esempio del personale medico infettato negli ospedali di Lecco e Merate dice molte cose che smentiscono quanto sostenuto dai dirigenti e Regione Lombardia.

Sembrerebbe anche che il virus si diffonda più rapidamente e intacchi maggiormente nelle zone dove l’inquinamento è maggiore: non sarebbe ora di pensare a delle vere politiche green che darebbero giovamento a tutti sotto tutti i punti di vista?

A differenza di quanto affermato da molti personaggi politici regionali la soluzione dal nostro punto di vista e, lo dimostrano i fatti, è una sanità pubblica e non privata, una sanità che segua davvero i cittadini e non solo chi può permetterselo. Se le liste di attesa per una visita o un esame nel privato sono di pochi giorni e nel pubblico sono invece di mesi c’è un motivo ben preciso e chiaro: spingere tutti o meglio chi può permetterselo verso il privato.

Basta menzogne da parte della Regione: il piano è ed era chiaro e, l’emergenza del COVID19 ha evidenziato tutte le criticità e le falsità dette finora.

I soldi per una sanità pubblica in grado di rendere esigibili per tutti i servizi di prevenzione, cura e riabilitazione ci sono. Risorse che, oltre a quanto ha proposto il PD con una tassa di solidarietà una tantum al di sopra degli 80.000 euro con una qualche progressività, vanno recuperati, secondo noi, da una revisione del debito pubblico, dall’abbattimento di sprechi, ruberie e malversazioni, dalla pressante lotta all’evasione fiscale e contributiva, dalla riduzione delle spese militari, da una revisione delle aliquote verso l’alto per i più ricchi e dall’introduzione di una patrimoniale oltre i 2milioni.

Il coordinamento provinciale di Sinistra Lavoro

 

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