STATUTO DEI LAVORATORI,
SINISTRA E LAVORO: “NEL 50°
ABROGHIAMO IL JOBS ACT”

Dopo le grandi lotte e mobilitazioni del ‘68/’69, il 20 agosto del 1970 il Parlamento italiano approvava lo Statuto dei Lavoratori. I lavoratori diventano cittadini.

Gli interventi dei vari Governi che si sono succeduti hanno, chi più e chi meno, consegnato alle lavoratrici e ai lavoratori meno diritti e più incertezze.

Il culmine dello svuotamento dei diritti del lavoro avviene in particolare tra gli anni 2014 e 2015 con il Jobs Act voluto e imposto dal Governo Renzi.

Una devastazione legislativa, questa, che ha aumentato il potere delle imprese creando ulteriori diseguaglianze, discriminazioni e divisioni nel mondo del lavoro.

Il Jobs Act va abrogato subito, senza se e senza ma! Questo governo dica: rispetto alla dignità del lavoro, ai diritti, ai salari a partire dalla paga oraria minima legale da che parte sta!

Il Governo avvii nel più breve tempo possibile i lavori inerenti la discussione e l’approvazione della Carta dei Diritti Universali del Lavoro proposta dalle organizzazioni sindacali, anche perché tantissime donne e tantissimi uomini non godono di garanzie e diritti elementari uguali ed esigibili

Questo, secondo noi, fa la differenza fra un governo progressista e un governo conservatore e di destra, questo è il miglior passo concreto sul percorso dei cambiamenti del mondo del lavoro, guardando al futuro per estendere i diritti inderogabili, universali a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori.

Una ricorrenza, in questo caso il 50esimo dello Statuto dei Lavoratori, può essere solo una celebrazione o, al contrario può diventare una buona occasione per riempirla di concretezza, che in questo caso va sostanziata con l’approvazione della Carta dei Diritti Universali del Lavoro.

Costantino De Capitani
Coordinamento Provinciale Sinistra e Lavoro

 

Pubblicato in: lavoro, politica, Città, Hinterland

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