SULLE CAVE DEL MAGNODENO
BRIVIO E USUELLI RISPONDONO
E DELUDONO RIFONDAZIONE

LECCO – Il sindaco Brivio e il presidente Usuelli rispondono ufficialmente alle domande di Rifondazione Comunista sulle Cave sul Magnodeno. Sintesi: Il monte Magnodeno resta in mano alle cave

Se “il meglio doveva venire” dopo i primi 5 anni grigi di giunta Brivio, sulle cave, in questi 5 anni, questa amministrazione è riuscita a superarsi e dare anche il peggio.
Non era bastato nei 5 anni precedenti, l’attivismo del consigliere Antonio Pattarin, “pizzicato” dall’associazione Qui Lecco Libera e dal consigliere Sandro Magni con una interpellanza, sul perché aveva convocato nell’aula comunale, in due incontri “informali”, prima dell’approvazione del piano cave, gli operatori delle cave all’insaputa di quasi tutti i consiglieri comunali, ma con la presenza del vice sindaco Vittorio Campione. Non era bastato il ruolo “positivo” del vicesindaco Vittorio Campione per far approvare il piano cave.

Avevano però approvato delle “linee di indirizzo con delle condizioni per pulirsi la coscienza” sapendo che sarebbero rimaste lettera morta?

Speravamo che la “nuova” amministrazione Brivio cambiasse di passo visti gli slogan elettorali “il meglio deve ancora arrivare”. Abbiamo quindi consegnato con “fiducia” nel mese di gennaio 2020 nove domande alla giunta Brivio e una alla giunta provinciale presieduta da Claudio Usuelli sul controllo sulle cave.
Abbiamo ricevuto ufficialmente le risposte.

In sintesi; Nessuno ha controllato niente e le commissioni di controllo comunale e provinciale non sono mai state attivate. I controlli sono solo quelli di routine di alcuni uffici comunali e provinciali.

Il sindaco risponde che la commissione prevista dalle “linee di indirizzo” approvate dal consiglio comunale nel 2014, per dare forza al controllo del comune sulla cava, visto che non aveva potere sulla concessione del piano cave, non è mai stata insediata in questi 5 anni… era uno scherzo.

Il sindaco risponde che i controlli sulla quantità escavata li fa la cava con “un drone” e i tecnici poi controllano…. a vista sul luogo. A noi interessava sapere se le quantità previste dal Piano Cave sono state riscontrate e se l’escavazione è nettamente inferiore alla previsione. La quantità “concessa” era stata contestata tra l’altro da Qui Lecco Libera durante il piano cave. Nessun dato quantitativo ci è stato fornito.

Il sindaco risponde che non hanno nessun riscontro o controllo su quanto indicato nelle “linee di indirizzo” per la vendita a Fassa Bortolo del materiale escavato che Unicalce, per evitare escavazioni inutili. Si risponde che è questione tra privati… Il Magnodeno è una “questione tra privati ?

Il sindaco risponde facendo un passo falso sulla riqualificazione di via S.Antonio e via del Quarin ( sulle quali dei cittadini hanno un contenzioso con il comune e con Unicalce), perchè essa non è stata realizzata con i proventi della quota a metro cubo che Unicalce deve versare al comune, ma con somme ulteriori di “Liberalità” che Unicalce e Dolomite Colombo hanno versato per ottenere l’approvazione del Piano Cave “senza conflitti”.

Il sindaco risponde che sul controllo dell’inquinamento delle acque del Bione e del TUFF il comune non controlla niente….rivolgersi all’ARPA….

Il sindaco risponde che la pulizia e il controllo degli scoli delle tubazioni cittadine, adiacenti a Unicalce, come previsto nella convenzione, viene fatto da Unicalce con un suo “tecnico”.

Il sindaco risponde che per la firma della recente convenzione con Fassa Bortolo (dopo 6 anni dalla approvazione del Piano cave) è stata fatta una Delibera di Giunta. Noi sosteniamo che la concessione della convezione era il momento indispensabile per fare una verifica su tutto il piano cave dopo 5 anni dalle concessioni. Il sindaco dice che non era necessario il coinvolgimento del consiglio comunale. Una questione tra “intimi” insomma senza nessuna pubblicità.

Il sindaco risponde che nessun intervento è stato previsto sulle strade comunali che portano da S.Ambrogio/Maggianico a Neguggio. Neanche sanno dove sono! Infatti le strade usate per secoli dai cittadini che da Maggianico conducono a Neguggio e che costeggiano oggi le voragini delle cave sul Magnodeno sono in uno stato disatroso grazie alle acque torrenziali incanalate da Vaiolo Alta che hanno trasformato la strada del Quarin in una Fiumara…Nessuno sa niente.

Il sindaco risponde che la concessione nel PGT di edilizia convenzionata tutto è fermo (da 6 anni) e le aree specialmente quelle di S.Ambrogio, restano ancora in condizione di dequalificazione. E così resteranno per secoli?

Sulla domanda n° 9, che riguarda la Provincia, il presidente Claudio Usuelli ci risponde che la commissione di controllo provinciale non è mai stata convocata dopo 5 anni… ma magari prossimamente verrà convocata.

Insomma le cave fanno quello che vogliono e la provincia e il comune lasciano fare.

Chiediamo a tutti i candidati a sindaco e al consiglio comunale di Lecco di esprimersi con nettezza sulla loro prospettiva di governo nei prossimi 5 anni.

Per quanto ci riguarda il Monte Magnodeno deve essere restituito ai cittadini nei prossimi 5 anni senza se e senza ma!

 

Rifondazione comunista
federazione Lecco

 

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