SUMMERLIFE: A PIENO RITMO
L’ESTATE PER I RAGAZZI
NEI RIONI ALTI DI LECCO

LECCO – In questa difficile situazione, dettata dall’emergenza Covid-19, le attività educative della comunità pastorale beati Mazzucconi e Monza, che raggruppa le parrocchie di Rancio, San Giovanni e Laorca, non si sono mai fermate. E anche per l’estate ha deciso di rispondere con la presenza, a servizio delle famiglie, dei ragazzi e dei bambini. Una risposta semplice, al meglio delle possibilità, portata avanti con determinazione e competenza, virtù che possano servire anche in futuro non solo per la Comunità, ma anche per l’intero tessuto cittadino.

Abbiamo parlato con Marco Belladitta educatore professionale e coordinatore del centro estivo della comunità pastorale a cui fanno capo gli oratori dei rioni alti di Lecco.

Come avete interpretato, come oratori di Rancio, San Giovanni e Laorca, le parole dell’arcivescovo su “Qualche cosa di inedito: creato non dal singolo prete, ma dalla comunità cristiana, leggendo il territorio, le risorse disponibili e le condizioni da curare perché non ci siano trasgressioni delle normative”?

L’equipe educativa sostenuta da Cooperativa Pepita ha iniziato a pensare alle attività estive già dalla settimana successiva alla Pasqua, anticipando il pensiero dell’arcivescovo e mettendo le proprie competenze pedagogiche a servizio dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie della Comunità Pastorale. Appena la FOM – Fondazione Oratori Milanesi ha sviluppato la sua proposta estiva, chiamata Summerlife, l’abbiamo semplicemente adattata alla nostra realtà, seguendo le normative, attivando le risorse disponibili e cercando di offrire il meglio che possiamo per rispondere alla missione educativa di cui ci sentiamo parte e custodi.

Quali problemi avete dovuto risolvere? Maggiorenni, adulti, logistica?

Il primo problema è stato un ritardo normativo di Regione Lombardia che ha emanato la sua delibera la sera di venerdì 12 giugno, a tre giorni dall’inizio dei centri estivi e alle porte del weekend. Il Comune di Lecco è stato prontissimo e grazie al contributo della Fondazione comunitaria del lecchese abbiamo potuto cominciare appena ci è stato possibile. A livello logistico abbiamo faticato a trovare adulti disponibili a prestare servizio in oratorio e abbiamo quindi deciso di dare fiducia ai giovani della comunità, che hanno risposto positivamente. Diversamente, invece, gli adolescenti con più di 16 anni non hanno purtroppo risposto alla nostra chiamata, preferendo ambienti con meno regole e maggiori libertà, lasciando di fatto nelle mani dei maggiorenni l’intera organizzazione.

Anche l’eccessiva attenzione richiesta agli aspetti burocratici ha rischiato di rendere difficoltosa la ripresa, ma grazie al contributo di alcuni giovani maggiorenni siamo riusciti ad attivare il servizio adempiendo agli obblighi di legge e lavorando per mettere al centro il benessere dei bambini che accogliamo.

Come vi siete organizzati nei tre oratori?

Nei nostri pensieri e desideri c’era la possibilità di accogliere quasi un centinaio di bambini e ragazzi, suddivisi in undici piccoli gruppi con spazi definiti e operatori dedicati, così da poter utilizzare tutte e tre le strutture rionali, farle rivivere e diventare protagoniste dei progetti estivi. Purtroppo la comunità non ha risposto al nostro appello e ad oggi abbiamo attivato una sessantina di iscrizioni. Abbiamo deciso di concentrarci solo sul pomeriggio, dalle 13:30 alle 18 con giochi, balli e attività manuali, gestiti dai singoli referenti maggiorenni e coordinati dall’educatore professionale. Siamo aperti dallo scorso 29 giugno fino alla fine del mese di luglio.

Quanti bambini, ragazzi medie, adolescenti fino 16 anni e animatori siete riusciti a coinvolgere?

Ad oggi abbiamo attivato 5 gruppi sulle strutture di Laorca (un gruppo per i bambini delle elementari e uno per i ragazzi delle medie) e San Giovanni (due gruppi per le elementari e uno per le medie), per un totale di 58 iscritti, tra i 6 e i 15 anni.

Quanti giorni fare e come è organizzati la vostra settimana tipo?

Da lunedì a venerdì, dalle 13:30 alle 18. Attualmente abbiamo un momento di attività manuali ogni giorno, giochi e preghiera, balli e momenti di riflessione. Cercheremo di attivare qualche uscita a piedi, nei dintorni dell’oratorio e rispettando le normative in vigore

Difficoltà dopo le prime settimane?

Piuttosto che concentrarmi sulle difficoltà, principalmente burocratiche, vorrei elogiare il lavoro dei miei collaboratori che hanno cercato di trasmettere l’importanza delle norme di sicurezza, costruendo una proposta educativa che potesse guardare alle mascherine, al distanziamento e alle varie limitazioni come ad un’occasione pedagogica in cui possiamo davvero fare molto. Qualche piccola fatica iniziale nello spiegare le nuove disposizioni e le normative a cui vogliamo sottostare per una maggior sicurezza possibile, nostra e dei bambini che ci sono affidarti, non ha fermato l’entusiasmo e i sorrisi con cui stiamo realizzando una proposta educativa per l’estate. Seguendo la legge, facendo del nostro meglio, e senza mai far venire meno la missione educativa che ci contraddistingue.

Vuoi dire qualcosa sulla paura?

Credo che tutti abbiamo sperimentato in questo periodo la paura. Chi più, chi meno; chi prima, chi dopo; e tutti stanno reagendo ora secondo le proprie attitudini. Anche noi, come responsabili, abbiamo sperimentato la paura. Ma abbiamo lavorato per trasformare la paura in qualcosa di più oggettivo e tangibile: i rischi. Consapevoli che il rischio zero non esiste da nessuna parte, siamo pronti ad offrire ogni giorno uno spazio controllato, con regole rigide ma precise, chiare e semplici, mettendo le nostre capacità e la nostra competenza al servizio di tutti.

Un’ultima considerazione…

Per il resto ci siamo reinventati e abbiamo deciso di metterci in gioco. Con impegno, dedizione, capacità e responsabilità. E con quel coraggio educativo che ci appartiene e che non smetteremo mai di mettere al servizio della comunità e dell’intera città. Le potenzialità ci sono, e il futuro è tutto da scrivere: è possibile!

 

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