TORNA A LECCO IN PRESTITO
“L’ADDA AD IMBERSAGO”
DI ENNIO MORLOTTI

IMG_0175LECCO – Palazzo Paure si è riappropriato di un bene collezionistico di estremo valore, insito nell’opera “L’Adda da Imbersago” del pittore lecchese Ennio Morlotti. L’opera è esposta dalla serata di ieri, venerdì 18 dicembre, e resterà a Lecco per dieci anni.

Ennio Morlotti è nato a Lecco nel 1910, “avvia la sua carriera attraverso un periodo figurativo in assonanza con Morandi – spiega Mario Romano Negri – e un periodo picassiano, a cui sono seguiti i paesaggi e le bagnanti, che lo accompagnarono per il resto della sua vita e ne divennero la sua ossessione. Gli ultimi suoi dipinti rappresentano una vera e propria esplosione di luce. Restano celebri nel lecchese due sue opere: la chiesa dell’Airoldi Muzzi e i 36 metri di mosaico all’istituto Bovara”.

IMG_0179“Questa opera colma una lacuna significativa nel nostro sistema museale. – continua Giovanna Esposito – Ogni istituzione è gelosa del proprio patrimonio ed il distacco da un’opera è doloroso, quindi siamo grati al Museo del Novecento, che si distaccherà per dieci anni da quest’opera”. L’opera di Morlotti esibisce uno sconfinato valore artistico e – precisa Esposito-, riprende il tema del suolo lacustre lecchese, spesso adombrato dalle imponenti montagne del territorio. Morlotti “affronta con decisione il tema del fiume e dell’acqua attraverso la peculiarità nei tocchi di colore”.

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L’assessore Simona Piazza rammenta quanto, inserire questo prestito tra i “Doni dell’arte”, rappresenti una stretta opportunità per una collaborazione proficua con il Museo del Novecento di Milano, nella speranza che questo prestito confluisca in un ampliamento dell’offerta turistica e museale della città. “Lo scambio potrebbe aprire la strada a scambi futuri – dichiara Ignazio Amuro, responsabile Ufficio prestiti per il Museo del Novecento -, è un’enorme soddisfazione quella di riuscire a portare a fondo l’operazione di comodato di quest’artista. Il comodato è una forma di valorizzazione, ereditata da tempo per dare visibilità ad opere altrimenti collocate in deposito, e ha alla base, perché questo possa essere concesso, un legame dell’opera o dell’artista con il territorio”.

La Fondazione Provincia di Lecco e l’Associazione ex alunni Liceo Classico, rappresentata da Pietro Sala, hanno contribuito finanziariamente e umanamente al restauro e alla scelta di presa in prestito dell’opera.

Martina Panzeri

 

 

 

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