UNIONI CIVILI, ‘RENZO E LUCIO’
CONTRO MASSIMO TAVOLA
SUL DDL “PASTICCIO GIURIDICO”

renzo e lucioAbbiamo letto sulla vostra testata l’intervento del sig. Massimo Tavola in merito alle proposta di legge sulle Unioni Civili e ci permettiamo alcune osservazioni sulle sue posizioni.

Per prima cosa ricordiamo che l’anomala scelta che il Tavola definisce pasticcio giuridico ed etico, di privare l’analisi del testo del DDL Cirinnà al lavoro della Commissione, è dovuta solamente alla necessità di superare i più 4200 emendamenti presentati con il solo tentativo di bloccare l’iter della legge. Ora ci si potrebbe chiedere se è maggiormente etico fare un banale e strumentale ostruzionismo in Commissione, con l’intento di evitare che la legge non venga mai portata alla discussione in aula o cercare di discutere sul merito della legge. Ci si potrebbe chiedere se è più etico cercare di rispondere ad una richiesta di tutela dei cittadini della Repubblica o lasciare passare più di vent’anni al riconoscimento dei loro diritti per una semplice opposizione di carattere religioso ed ideologico, opprimendo la laicità delle nostre istituzioni.

Ci si potrebbe chiedere poi per quale misterioso motivo l’estensione di un diritto a qualcuno comprometta e deturpi il valore del diritto di chi da anni quel diritto lo esercita. L’ estendere il diritto di famiglia alle coppie dello stesso sesso non intacca minimamente il diritto delle coppie eterosessuali. Pensare il contrario sarebbe come credere che quando in Italia si è esteso il diritto di voto alle donne si è voluto ridurre, minimizzare e compromettere il diritto di voto che prima era solo garantito agli uomini. Una strana concezione del valore del diritto potremmo dire.

Il sig. Tavola si lamenta del fatto che l’introduzione delle unioni civili sia un privilegio per le coppie gay e invece il DDL Cirinnà prevede per le coppie etero solo ad alcune tutele per la convivenza, una chiara ingiustizia a parer suo : in realtà questo ragionamento ribalta completamente la realtà. Infatti se si è scelta la strada di un nuovo istituto giuridico è appunto per la pretesa di considerare le unioni delle persone dello stesso sesso come altro rispetto alle unioni etero, quasi che queste fossero da codificarsi necessariamente come minori, come unioni di serie B. Inoltre se il DDL Cirinnà prevede per le coppie etero solo dei riconoscimenti a riguardo delle convivenze bisogna essere onesti e dire con chiarezza che questa scelta è dovuta alla forte opposizione del mondo cattolico alla possibilità di rivedere il diritto di famiglia e di considerare allo stesso livello anche le unioni etero che non si vogliono riconoscere all’interno dell’istituto del matrimonio.

Ricordiamo che la richiesta delle associazioni LGBT era chiara: matrimonio per tutti e riconoscimento alle nuove forme di famiglia anche etero che nella società si vanno a delineare.

A riguardo della stepchild adoption il ragionamento del Sig Tavola ci pare altresì originale, infatti egli afferma che questa possibilità concessa alle coppie dello stesso sesso rischierebbe di creare il problema di bambini con tre genitori legali. Possiamo allora chiederci per quale motivo questo sarebbe un problema solo ora ? Forse il professore non sa che la stepchild adoption esiste in Italia dal 1983 per le famiglie sposate e che dal 2007 è stata estesa anche alle coppie conviventi etero. Facile allora chiedersi per quale motivo questa possibilità diventi un problema per i figli solo ora che potrebbe essere estesa alle coppie dello stesso sesso. Un problema di non conoscenza caro professore o un problema di discriminazione?

Un ultima osservazione sarebbe anche giusto fare. Per quale motivo il riconoscere che possono esistere forme varie di unioni e famiglie rischierebbe di far sgretolare il valore del matrimonio. L’istituto del matrimonio sia civile che religioso ha i suoi valori e le sue caratteristiche che non vengono intaccate nel momento in cui altre forme vengono riconosciute, se così non fosse ci si dovrebbe allora chiedere se quei valori sono tali solo perché sono un esclusiva, o meglio solo perché unica possibilità ammessa. Ci si sposa e si crede nei valori del matrimonio per i valori che questa istituzione porta con se o ci si sposa e si accede al matrimonio perché è l’unica possibilità giuridica per tutelare se stessi, la coppia ed i figli. Ed ancora, uno Stato che vuole garantire i diritti dei suoi cittadini si deve limitare ad imporre un’unica possibilità di scelta o deve essere capace di leggere i cambiamenti della vita e delle esigenze dei cittadini e sforzarsi di capire come garantire a quelle forme tutela e rispetto?

Per quanto ci riguarda continuiamo a credere che tutti i cittadini possono essere liberi di accedere al matrimonio o liberi di accedere a forme diverse che garantiscano e tutelino le loro unioni, che tutti sono in grado di amare crescere ed educare i propri figli o quelli della persona con cui hanno scelto di vivere la propria esistenza. Così come crediamo che i figli, quelle delle famiglie di genitori dello stesso sesso, debbano avere gli stessi diritti degli altri bambini e che la cosa più importante è l’affetto e l’amore che si riserva a loro e non l’orientamento sessuale dei loro genitori, perché come tantissimi studi hanno affermato, esso è irrilevante alla loro crescita ed al loro sviluppo armonico, ciò che conta è l’amore.

PIROVANO RENZO E LUCIO2

Mauro Pirovano

Associazione
Renzo e Lucio

 

 

 

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