VALSECCHI ‘SPIN DOCTOR’:
FA LA LEZIONE SUI SIMBOLI
DI LISTA. DEGLI ALTRI

LECCO – In campagna elettorale oggi si registra una lunga reprimenda di Corrado Valsecchi sul simbolo di lista: motivo non facile da comprendere, forse un modo per raccontare che a disegnare il suo, di simbolo, è stato Giulio Ceppi, ricercatore universitario al Polimi e direttore della collana design nella storica casa editrice Fausto Lupetti editore, specializzato in visual marketing e pubblicità. E tra i fondatori di ApL.

Insomma il logo di ApL è griffato, disegnato da uno “importante”. A Corradone – si sa – piace far riferimento ai testimonial, siano nazionali e ancor più se milanesi. È una costante della sua campagna elettorale.

Ceppi non fa eccezione.

Stamane il candidato di Appello per Lecco ha infatti diramato un bel comunicato stampa, ricordando l’identità dell’autore del simbolo e visto che c’era elargendo insegnamenti sull’identità politica in termini di visual marketing.
Difficile comprendere se con uno o l’altro obiettivo. O entrambi.

Racconta, Valsecchi, come lui fondatore e animatore di Appello non abbia voluto inserire il proprio nome nel simbolo della lista, benché il consulente – super – gli abbia sottoposto l’idea – cosa che dal punto di vista filologico ci stava pure, essendo appunto Valsecchi fondatore e animatore del movimento. Insomma Ceppi le sue ragioni ce le aveva pure.

Corradone invece la mette giù dura. “Credo che nessuno debba appropriarsi di un simbolo in cui si riconoscono tante donne e uomini con sensibilità politiche, storie personali e professionali diverse. – Dice, proseguendo – “Non ho voluto farlo e credo sia una scelta giusta”.
E fin qui tutto bene, se non fosse che poi che gli scappa di dilagare in casa altrui, aggiungendo: “Ho appreso con stupore che alcuni miei “competitor ” abbiano messo il loro nome non già su una lista di riferimento, ma addirittura su tutte le liste che li sostengono. Non sono qui a giudicare ma francamente mi sembra una scelta di cattivo gusto apparire con il proprio nome su liste che peraltro non hanno nulla a che vedere con la storia politica di una persona, marchiare in maniera indelebile delle comunità politiche che vivono in maniera eterogenea e con sensibilità talvolta completamente diverse la loro passione per la cosa pubblica. Mi chiedo come facciano i militanti e gli elettori di quei movimenti e partiti a giustificare una scelta di questo tipo da parte delle loro rispettive nomenclature”.

Elettori e sostenitori di altre liste, eccovi serviti.

ElleCiEnne

 

Pubblicato in: Cultura, Elezioni, politica, Città

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