VECCHIO TRIBUNALE: AL SICURO
I SOLDI PER ULTIMARE I LAVORI.
LA TORRE PASSA AL MINISTERO

LECCO – L’operazione Tribunale di Lecco, in ballo da ormai 13 anni, sta tagliando un importante (anche se non conclusivo) traguardo. In sintesi, proprio in questi giorni, si è consumato l’atto decisivo, consistente nella concessione di comodato d’uso della nuova Torre al Ministero della Giustizia da parte del Comune. La competenza alla gestione del bene, ora, passa agli uffici giudiziari.

Più concretamente questo significa che potranno entrare in funzione presso la Torre, il Giudice di Pace, gli uffici dell’Unep, la sede dell’ordine degli avvocati e gli archivi dello stesso Tribunale troveranno degno ricovero, fermo restando altre funzioni che il Ministero della Giustizia potrà individuare. L’avanguardia di un trasloco che riporterà il Palazzo di Giustizia nel cuore della città, dopo la conclusione dell’ultimo e definitivo lotto che è il cosiddetto “Palazzo Cereghini”, sede storica del Tribunale, progetto finanziato in fase di appalto.

“Abbiamo fatto il nostro dovere e nulla di più – commenta il sindaco Virginio Brivio – ma un dovere che oggi costa attenzione, tenacia, conoscenza , perché è inutile far finta di nulla ed è meglio manifestare, anche a futura memoria (per i successori, intendo) che le procedure e l’iter complessivo delle cosiddette pratiche è complesso e, spesso, complicato. Se non deve mai suonare come alibi, il ritardo di questo o quell’intervento, certamente un quadro politico incerto e la burocrazia imperante, sono un’attenuante per chi si trova a gestire la cosa pubblica. Sto raccogliendo per ora, in forma non organica, i “passaggi” essenziali e cruciali del mio doppio mandato, non per trarne un saggio, tanto meno autobiografico, ma per documentare che il mestiere di sindaco è arduo e non ammette pause, né di tempo né di disgressioni fuori dal tema e dal palazzo”.

“Con l’approvazione di un mio emendamento al Decreto Milleproroghe, il Comune di Lecco avrà tempo fino al 2021 per avviare i lavori destinati al completamento del secondo e ultimo lotto del Tribunale e scongiurare così la revoca del finanziamento di 4 milioni di euro già stanziato” aggiunge Gian Mario Fragomeli, deputato lecchese del Partito Democratico e promotore dell’emendamento che consentirà di prorogare ulteriormente la scadenza dell’apertura della gara per la messa in sicurezza e per il restyling di Palazzo Cereghini.

Spiega Fragomeli: “Dopo essere riuscito ad ottenere un contributo da parte del Cipe – il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica – pari, appunto, a 4 milioni di euro da destinarsi al recupero della sede storica del Palazzo di Giustizia di Lecco, in questi ultimi anni ho continuato a monitorare da vicino lo sviluppo dei lavori per la realizzazione del nuovo complesso in Piazza Affari. Considerata pertanto la situazione attuale, e in accordo con l’Amministrazione comunale, ho deciso di presentare questo emendamento allo scopo di ottenere ancora più tempo rispetto all’iter esistente”.

 

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