LA LETTERA: “HO PERPLESSITÀ
SULLA APP IMMUNI…”

Caro Direttore,
Io ho alcune perplessità circa la app Immuni di cui si fa un gran parlare in questi giorni.

Se ho capito bene il sistema funziona tramite collegamento bluetooth con i cellulari nelle vicinanze, segnalando la possibile prossimità ad un individuo infetto.

Però mi chiedo:

1) l’individuo per essere considerato infetto deve essere stato censito tramite tampone dalla Asl oppure averne lui stesso il sospetto.
2) se così è come fa quell’individuo ad essere in giro e non ad essere in quarantena volontaria o forzata?
3) se l’individuo è cosi incosciente da uscire comunque potrebbe farlo semplicemente spegnendo la funzionalità bluetooth o lasciando il cellulare a casa
3) dubito molto che il segnale bluetooth sia così efficace a distanze se non davvero limitate
4) la app naturalmente funziona solo su smartphone. Dispositivo di cui non tutti sono forniti, sopratutto gli anziani, cioè la cosiddetta fascia debole
5) in caso di segnalazione di avvicinamento ad un contagiato le persone coinvolte vengono avvertite. Quindi viene detto dove sono state e con chi. E la privacy? Garantita?
6) 

A me pare una modalità semplicemente illusoria perché si conta sulla responsabilità degli infetti che, se fossero responsabili, in giro non potrebbero essere.

Grazie per l’ospitalità

D. S.

Pubblicato in: Lettere a LeccoNews, tecnologia, Sanità Tags: 

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