MARCIA AL BIONE/PAOLO TREZZI:
“IO ODIO I NAZISTI DELL’ILLINOIS”

Caro Direttore
In che Paese ci sveglieremo, domani mattina: a Lecco o in Illinois? Dicono che la politica abbia perso peso e appeal, ma insomma una domanda del genere non mi pare così secondaria.
È, in fondo, la traduzione di quel rozzo ma efficace “o di qua o di là”, che qualche uomo e donna di partito, anche oggi, al Bione di Lecco, ha buttato sul piatto: o con noi o contro di noi.

Ci sono manifestazioni, cortei dove la presenza di partecipanti importanti, riconosciuti, riconoscibili e delle Istituzioni (c’erano assessori regionali, consiglieri e senatrici) ha l’effetto opposto di quello auspicato.
Al posto di renderla autorevole, ridicolizza e squalifica gli stessi partecipanti.

È l’evidente caso appunto della marcia che il centrodestra cittadino e non solo ha organizzato manifestando e facendo video volgari e vergognosi tra le roulotte di cittadini e famiglie al Bione di Lecco, per far credere che la sicurezza e il decoro abbiano in quella decina di persone il pericolo e il minare della nostra città e tranquillità

Una cosa tra la cialtroneria e l’ignoranza.

Li vedete voi, famiglie precarie e modeste, già in precario equilibrio con la sopravvivenza, mettersi sulle spalle una battaglia di civiltà, forte dei diritti per avere Giustizia e dire alla Questura che no, queste marce contro di loro non erano da autorizzare, che alimentare, razzismo e ignoranza verso queste persone non è accettabile per una Città e uno Stato democratico?

Non resta che la coscienza di ognuno.
Stare zitti, cittadini, associazioni, amministratori, personalità pubbliche, ect. è un indecoroso essere complici.
È legittimare un’ingiustizia morale e civica.

È come scendere un gradino la scala della ragione, dell’umanità, un gradino sembra poca cosa, ma se si alzano gli occhi e si guarda la scala dal basso, ci si accorge di quanto, questa società, questa città, questi politici, sono già sprofondati in basso.

Perfino i peggiori di noi avrebbero meritato di meglio come avversari e anche solo come contemporanei. Ma lamentarsi non serve. È questo che ci tocca.
E ci tocca eccome.

E quindi da che parte stiamo?
Io odio i nazisti dell’Illinois.

Paolo Trezzi


“Io odio i nazisti dell’Illinois” [Cit. “The Blues Brothers” – 1980, John Landis]

 

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